Da sinistra Genny Carra, Ciro e Vincenzo Pauciullo

Nel clan Cutolo del Rione Traiano la gerarchia dei ras era misurata anche dai singoli stipendi. Cifre da capogiro a dimostrazione di quanto fosse remunerativo l’affare droga tra via Marco Aurelio e dintorni. Ha parlato anche di questo Genny Carra, ex colonnello del gruppo della ’44’ nonchè genero del boss Salvatore Cutolo ‘Borotalco’. Tra i passaggi più significativi dei tanti verbali di Carra quello relativo agli stipendi degli uomini del clan: uno spaccato che rivela la forza economica del gruppo in affari con i Sorianiello della ’99’ tramite la figura di Giuseppe Mazzaccaro, un altro ‘pezzo da novanta’ di quell’autentico mosaico che è l’area flegrea.

Il tariffario dei Cutolo: il ruolo dei fratelli Pauciullo

Come Giuseppina Ostinato, la moglie del boss:«Giuseppina Ostinato è la moglie di Salvatore Cutolo. Il clan Cutolo destina 5.000 euro al mese a Salvatore Cutolo, che sono consegnati alla Ostinato. Dal 2007 il pagamento è sempre stato regolare. La Ostinato sa che i soldi vengono dai proventi illeciti del clan». Oppure i suoi nipoti Ciro e Vincenzo Pauciullo con il primo indicato come elemento di punta del clan della ’44’:«Ciro Pauciullo è affiliato al clan Cutolo con il ruolo di killer. E’ il cugino di Vincenzo Cutolo. Ha partecipato con me alla gambizzazione di un ragazzo affiliato al nostro clan. Questo episodio è avvenuto nel maggio 2019 una settimana prima che mi arrestassero. Percepisce dal clan 5mila euro a settimana ma preleva sporadicamente anche somme dalle piazze di spaccio. Lo lasciamo fare per il ruolo che ha». Sul fratello invece Carra dice:«Vincenzo Pauciullo è uno spacciatore di cocaina ‘a telefono’ che può operare liberamente perchè è fratello di Ciro che è persona di spessore del clan Cutolo».

La piazza di spaccio di via Tertulliano

Tra le altre persone su cui Carra si è concentrato c’è anche Giovanni Perrella:«Gestisce una piazza di spaccio in via Tertulliano che ha una vendita molto forte. Il clan Cutolo acquista un pacco di cocaina da un chilo al prezzo di 30mila euro e lo consegna a Perrella. Questi dalla vendita ricava 60mila euro con relativo guadagno di 30mila euro che viene diviso a metà tra il clan Cutolo e lo stesso Perrella».

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