Nell’ordinanza di custudia cautelare che ha interessato 22 persone, orbitanti nella fazione Russo-Schiavone dei Casalesi, vi è un passaggio molto interessante, utilizzato dagli inquirenti per descrivere il ruolo e le relazioni di Costantino Russo nel territorio di Castel Volturno.
Secondo il collaboratore di giustizia Vincenzo D’Angelo, genero dello storico boss Francesco Bidognetti, Russo avrebbe manifestato interesse a entrare nella gestione di una parte dei parcheggi predisposti in occasione del Jova Beach Party ospitato sul litorale domitio nel 2022 e che vide la partecipazione di oltre 40mila persone. D’Angelo racconta che Russo gli avrebbe proposto di partecipare all’affare e che tra i due sarebbe nata una trattativa sulla divisione degli utili, inizialmente fissata al 60% per il collaboratore e poi ridotta al 50%.
Lo stesso D’Angelo, però, precisa un aspetto rilevante: l’attività sarebbe stata svolta “con tutte le autorizzazioni” e dunque, a suo dire, nell’ambito di un’iniziativa formalmente lecita. L’accordo, inoltre, non sarebbe mai andato in porto. Sempre secondo il pentito, il titolare del lido che ospitava l’evento si sarebbe opposto al coinvolgimento di Russo, ritenendolo una presenza non gradita.
Nelle dichiarazioni emerge anche che l’area sulla quale si sarebbe dovuta sviluppare l’attività non venne inserita tra i parcheggi ufficialmente autorizzati per la manifestazione e non fu neppure utilizzata abusivamente come area di sosta.
In sostanza, il collaboratore non descrive un episodio concretamente realizzato, ma un tentativo di inserimento in un business collegato a uno dei più grandi eventi musicali ospitati a Castel Volturno. Un episodio che, nella lettura investigativa, contribuirebbe a delineare l’interesse della fazione Russo-Schiavone verso le opportunità economiche generate sul territorio, anche quando legate a manifestazioni di grande richiamo.

