Subito sotto i capi storici Edoardo Contini e Patrizio Bosti c’è lui. Gennaro De Luca ‘o muntat attuale reggente del gruppo, un tempo membro del triumvirato che teneva le redini del clan (insieme a Salvatore e Carmine Botta prima dei guai con la giustizia di quest’ultimi). Secondo le ultime informative sarebbe lui a sovraintendere a tutte le attività criminali del gruppo, da Sangiovanniello all’Arenaccia passando per il Buvero alla Siberia. Gennaro De Luca ‘o muntat sarebbe l’attuale reggente del gruppo.
A parlare dell’organigramma del gruppo per prima era stato il pentito Vincenzo De Feo, il collaboratore di giustizia che con le sue dichiarazioni ha ‘fotografato’ da dentro il clan Contini, colonna portante dell’Alleanza di Secondigliano. Le sue dichiarazioni, come quelle di altri collaboratori di giustizia erano già agli atti dell’inchiesta “Cartagena” che quattro anni fa aveva dato una spallata importante all’Alleanza di Secondigliano con 125 ordinanze cautelari e oltre 200 persone iscritte nel registro degli indagati. De Feo è poi morto in carcere qualche anno fa per un male incurabile.
La struttura del clan Contini
Fondamentali per capire la ‘struttura’ del clan le dichiarazioni di De Feo che svelò ai magistrati quale fosse l’organigramma del clan Contini: «Nel Rione Amicizia il responsabile per conto del clan è Salvatore Botta e che il gruppo di affiliati che lavorano con lui è composto dal nipote Nicola Botta (figlio di Ciro), Massimo Fiorentino detti pio paolo, peppe ‘o russo, Catena Luigi. Tra costoro Nicola Botta è la persona che sostituisce lo zio Salvatore nelle direttive da dare agli altri e nel ricevere e portare ambasciate sempre per conto dello zio Salvalore. Nicola, Massimo Fiorentino, Catena Luigi prendono la mesata direttamente da Salvatore Botta in quanto sono proprio persone di sua fiducia che lavorano direttamente alle sue dipendenze».
Il ruolo di Salvatore Botta
Non manca un passaggio su quello che è stato indicato per tanto tempo come ‘boss di strada’ ossia Luigi Galletto: «Colui che tiene la contabilità delle mesate del sistema, sia per gli affiliati liberi che per i detenuti, è Luigi Galletto. Attualmente, almeno per quello che è a mia conoscenza. Luigi Galletto utilizza per la materiale e dazione del denaro Antonio detto sorriso. Prima di Antonio Sorriso questo compito era svolto da Luigi Perrotta il quale è stato cacciato per essersi appropriato di tre mesate che doveva dare al padre di Diego Vastarella per conto del figlio detenuto. Luigi Galletto ha riferito cli questa mancanza del Perrotta a Salvatore Botta il quale se lo è mandato a chiamare e l’ha fatto picchiare nel garage del Rione Amicizia che è sempre del sistema ed è usato anche per custodire le armi. Salvatore Botta, infatti, è responsabile di tutto il clan, anche se sta in particolare sul Rione Amicizia ed è stato designato come responsabile da Patrizio Bosti».
Non mancano i riferimenti alle altre zone di competenza del clan: «Al Borgo S. Antonio Abate detto anche Buvero ove il responsabile è Peppe Ammendola e subito dopo di lui Antonio Cristiano e Vincenzo Tolomelli. Nella zona dei Ponti Rossi è Alfredo De Maria che cura le estorsioni per il clan Contini; egli riferisce a Salvatore Botta ed è stipendiato dal sistema».


