Gli affari del contrabbandiere di sigarette Michele Zaza hanno dato origine a uno dei cartelli camorristici più potenti di Napoli. La genesi e l’evoluzione criminale del clan Mazzarella emergono dalle numerose indagini della magistratura, confluite nel tempo in provvedimenti giudiziari e sentenze definitive. Il lavoro della Procura di Napoli ha consentito di ricostruire una struttura criminale complessa, capace di controllare, anche attraverso clan alleati, vaste aree della città, dal centro storico fino ai quartieri limitrofi.
L’alleanza Mazzarella-Misso-Giuliano
Il Cartello napoletano ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, estendendosi dall’area orientale di Napoli fino al centro cittadino, anche grazie alle alleanze con famiglie Giuliano, i Misso e i Sarno, forti tra Forcella, Sanità e Ponticelli. Nel tempo, alle attività tradizionali si sono aggiunte usura, estorsioni, traffico di droga e contraffazione di marchi, mentre la crescita del potere ha portato allo scontro con le organizzazioni rivali.
La Faida con l’Alleanza di Secondigliano
Tra il 1997 e il 1998 esplode una violenta faida con l’Alleanza di Secondigliano, mentre il boss Gennaro Mazzarella mantiene un ruolo defilato ma strategico, sfruttando i vuoti di potere e gestendo le attività illecite nella zona di Porta Nolana. Determinante è il 1999, anno dell’arresto dei capi dei Contini che consente al capoclan di consolidare il controllo del quartiere Mercato. L’organizzazione così adotta una strategia flessibile, fatta di alleanze e gestione opportunistica dei conflitti, come dimostra l’omicidio di Vincenzo Siervo, detto “’o paccone”, nel 1998, che segna l’inizio della guerra con i tre clan alleati.
Il potere da Gennaro a Francesco e Ciro Mazzarella
Negli anni successivi, anche grazie ai traffici con la Spagna, Gennaro Mazzarella accumula enormi risorse economiche fino al suo arresto nel 2003, dopo il quale la guida del clan passa ai figli Francesco e Ciro Mazzarella. Fondamentale è l’alleanza con i Misso, presenti nelle zone della Sanità, di via Duomo, Piazza Cavour, uniti ai Mazzarella dall’astio verso i Licciardi, i Contini e i Lo Russo. Decisivo è anche il rapporto con i Giuliano: dopo iniziali contrasti, l’alleanza viene sancita anche da legami familiari, con Michele Mazzarella che sposa Marianna Giuliano, figlia di Luigi Giuliano.
Nel 1999, con l’arresto dei fratelli Giuliano, il clan Mazzarella prende il controllo di Forcella, Duchesca, Maddalena. L’omicidio di Giuseppe Ginosa, nello stesso anno, segna definitivamente il radicamento dei Mazzarella nell’area. Il progressivo declino del clan Giuliano ridisegna gli equilibri criminali nel centro di Napoli, mentre i tentativi di riorganizzazione di alcuni esponenti, come Ciro Giuliano e Salvatore Giuliano, alimentano nuove tensioni, fino alla tragica vicenda di Annalisa Durante, vittima innocente di una vendetta trasversale che segna uno dei momenti più drammatici della storia recente di Napoli.

