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Cocaina al narcos dei Di Lauro: l’affare da 1,8 milioni di euro con i calabresi

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Dal Sudamerica a Secondigliano passando per la Lombardia. Questa è una nuova rotta della cocaina scoperta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. I narcos calabresi, organizzati attorno alla figura di Giuseppe Grillo, sarebbero riusciti a vendere carichi al clan satellite del clan Di Lauro. Per la Procura il capo dell’organizzazione si avvaleva del suo fedelissimo Antonio Caruso e del custode dei carichi Antonio Perre.

Il traffico di droga era portato avanti grazie ai messaggi scambiati attraverso la piattaforma Sky Ecc sulla quale Grillo aveva il nickname di Putin, Caruso quello di Giulio news mentre Perre aveva scelto Tokyo. Nell’indagine è finito anche Simone Bartiromo, accusato di aver acquistato cocaina per la cosca di Secondigliano pagando un milione e 800mila euro. Lui aveva il nickname di Jet e nell’ambiente criminale il 34enne è noto con il soprannome Simone ‘o maranese.

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“Si si ai Di Lauro”, intercettate le consegne della cocaina

Proprio gli scambi di messaggi inviati tramite la piattaforma criptata hanno permesso agli investigatori di ricostruire i viaggi dei membri dell’organizzazione. L’intermediario Caruso si è recato personalmente a Napoli per incassare i pagamenti delle forniture.

Il 26 ottobre Grillo ha informato il suo intermediario di voler portare 5 kg di cocaina: “Si si ai Di Lauro” poi informa il misterioso corriere Virgilio: “Mercoledì devi portare sti 5 a Casoria… Poi ti chiama Giulio e ti dà i 5“.

Il 30 ottobre 2020, Caruso ha ricevuto il placet di Grillo per portare altri 8 kg di cocaina da Buccinasco a Napoli. Poche oro dopo gli acquirenti napoletani hanno pagato un acconto di 115mila euro. Il 15 novembre Caruso ha ricevuto 470mila euro a Napoli e tre giorni dopo altri 250mila euro.

I viaggi dei calabresi a Napoli

Dalle chat è emersa la fatica dell’organizzazione calabrese nel recuperare le somme da Bartiromo. L’8 dicembre Caruso ha ricevuto da Jet un’altra parte del saldo euro, informando il suo capo attraverso le foto dei contanti e il messaggio: “150mila”. Giulio news ha alloggiato in un hotel situato tra Melito e Scampia mentre il 15 dicembre anche Grillo è arrivato a Secondigliano a casa di un noto esponente della cosca dei Milionari.

Rientrato a Trezzano sul Naviglio, Caruso si è accorto dell’ammanco di denaro e lo ha comunicato a Bartiromo in chat. Il vertice a Napoli non ha portato al recupero dei crediti perciò Grillo ha chiesto al narcos maranese di risolvere la questione, anche con la promessa di inviargli subito altri 8 kg di cocaina.

Il debito milionario del narcos Bartiromo

Il debito del 34enne di Marano è emerso dai messaggi inviati da Grillo alla fine dell’anno: “Io ho bisogno dei miei soldi che devo lavorare“. Nei giorni a seguire, il gruppo acquirente di Napoli è risultato ancora in arretrato con i pagamenti, tant’è che Grillo ha sollecitato più volte Bartiromo per il rientro dal debito di 300mila euro.

Il trafficante calabrese ha mandato la foto del conteggio dei versamenti effettuati a Jet, aggiornato al 7 gennaio 2021, di un milione e 500mila euro. Secondo gli inquirenti i napoletani avrebbero complessivamente acquistato 53 kg di cocaina pagando un milione e 800mila ai calabresi.

Le immagini del blitz della Finanza 

E’ stata individuata, come spiega il procuratore Marcello Viola, una “rete criminale” attiva “tra la Lombardia e la Calabria che, utilizzando sofisticati apparati di messaggistica criptata e sfruttando diretti contatti con appartenenti al gruppi criminali campane e albanesi” ha diretto il narcotraffico, “con ramificazioni in Nord Europa e Sud America“. Gli arrestati sarebbero stati “in grado di importare consistenti quantità di droga da distribuire nelle principali piazze di spaccio della Lombardia, per poi reimpiegare i proventi illeciti in ambito internazionale”.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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