Oltre duecento anni di carcere. Questa la decisione per i ras dei clan Ferretti e Cipolletta di Pomigliano d’Arco impegnati in una cruenta guerra per il controllo del territorio. Non sono mancate le sorprese come le condanne al ribasso, rispetto alla richiesta, per Salvatore Cipolletta, Olindo Cipolletta e per la moglie Maria Limatola.
Queste le condanne: Salvatore Ferretti 11 anni e sei mesi, Raffaele Carretta 10 anni e otto mesi, Nunzio Esposito 11 anni e otto mesi, Aniello Ferretti 12 anni, Felice Ferretti 12 anni e otto mesi, Domenico Forino 12 anni, Felice Pirozzi 12 anni e otto mesi, Carmine Ambra 4 anni, Beniamino Cipolletta 12 anni a fronte di una richiesta di 16 anni (era difeso dall’avvocato Leopoldo Perone), Olindo Cipolletta 16 anni a fronte di una iniziale richiesta di 20 anni (era difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Domenico Dello Iacono), Salvatore Cipoletta 14 anni e otto mesi (a fronte di un’iniziale richiesta di 20 anni era difeso dall’avvocato Michele Caiafa), Pasquale D’Onofrio 12 anni e otto mesi, Raffaele Pio Esposito 12 anni, Diego Ferraro 12 anni, Francesco Cipolletta 11 anni e tre mesi, Sabatino Edificante detto ‘o malese 3 anni e otto mesi, Armando Tammaro 6 anni, Vincenzo Basso 3 anni, Maria Limatola 4 anni e quattro mesi(partendo da un’iniziale richiesta di ben 12 anni era difesa dall’avvocato Domenico Dello Iacono), Franco Bitondo 4 anni e quattro mesi, Salvatore Bitondo 4 anni e quattro mesi e Vincenzo Basso (classe 2005) 3 anni e quattro mesi.
Il blitz contro i clan Ferretti e Cipolletta
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo Castello di Cisterna eseguirono lo scorso anno un’ ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 23 persone (di cui 19 sottoposte alla custodia in carcere, 4 agli arresti domiciliari). I delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare, rispettivamente, i clan Ferretti e Cipolletta. In particolare, le due organizzazioni criminali sarebbero risultate in lotta tra loro per ottenere il predominio del controllo del territorio e del mercato della droga. Così avrebbero realizzato azioni di fuoco, incendi e tentati omicidi in danno di appartenenti al gruppo rivale.


