Condannato a 18 anni di carcere il killer del clan Sibillo, Nannone ha ucciso un innocente

La Corte di Assise del Tribunale dei Minori ha condannato a 18 anni Antonio Napolitano, ritenuto responsabile dell’omicidio di Luigi Galletta. All’epoca dei fatti killer soprannominato Nannone era minorenne, purtroppo uccise un ragazzo che era estraneo alla camorra.

Nel 2015 la guerra tra i Sibillo e i Buonerba non conosceva regole. Come purtroppo ha dimostrato l’omicidio di Luigi Galletta (ucciso perchè non aveva saputo rivelare il nascondiglio di suo cugino Luigi Criscuolo) nel mirino dei killer di entrambi gli schieramenti finivano molto spesso anche i familiari o persone legate da vincoli di parentela, anche lontana, con i baby ras coinvolti nella guerra per il controllo del centro storico.

 

Dopo l’omicidio del meccanico accadde un episodio raccontato da Salvatore Mazio, ras dei Buonerba, al capo del suo gruppo Gennaro Buonerba e ad altri due affiliati, Vincenzo Rubino e Antonio Amoroso, racconto registrato dalle cimici piazzate dagli agenti della Mobile. Mazio racconta che Antonio Napoletano ‘o nannon ha avvicinato il padre a Porta Capuana minacciandolo:«Sapete che cosa è successo stamattina?Giù Porta Capuana Nannone stava sopra un Liberty. Si è messo il cappuccio e ha fermato a papà. Ha detto ‘O zì allora non hai capito che qua giù non devi scendere più. Ha detto papà ‘E perchè non devo scendere più?’. Lui ha detto ‘Io ti devo far fare la stessa fine del meccanico, ti devo sparare in faccia». Un racconto duro che suscita il malumore dei baby ras dei Buonerba. Mazio è furioso e rivela agli amici:«Se toccano a papà vado a schiattare la testa dei Sibillo».