Coronavirus, dichiarata guarita torna positiva: ragazza morta a 24 anni

Una disabile 24enne è morta nel pomeriggio di ieri a Catania. La giovane, ospite dell’Oasi di Troina, nell’ennese, una delle quattro ex zone rosse siciliane per l’elevato numero di casi di Coronavirus, era stata ricoverata la settimana scorsa al reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Enna. Dopo essere clinicamente guarita, era risultata nuovamente positiva al Coronavirus. Sottoposta al tampone, risultato positivo, le sue condizioni di salute si sono rapidamente aggravate. Da qui il trasferimento d’urgenza a Catania, dove i medici hanno provato in tutti i modi a salvarle la vita in terapia intensiva, ma per lei non c’è stato nulla da fare. L’ennesima vittima di Coronavirus.

Il caso di Luigi Starita

Nei giorni scorsi Il Mattino aveva ripercorso la vicenda che ha portato alla morte Luigi Starita, dopo 22 giorni di agonia. Solo quattro ore dopo il decesso, al Loreto Mare, l’Asl si decide a comunicare in famiglia ciò che già sapevano tutti: il paziente era risultato positivo al coronavirus. Eccola la storia di Luigi Starita, cittadino di Piano di Sorrento morto lo scorso 30 marzo al Loreto Mare, dopo quella che i parenti definiscono una «lunga catena di omissioni e inadempienze». Rappresentati dal penalista Gennaro Razzino, gli stretti congiunti di Luigi Starita chiedono alla Procura di Torre Annunziata di disporre il sequestro delle cartelle cliniche. Sia al Loreto Mare (dove lo scorso 30 marzo è avvenuto il decesso di Luigi Starita), sia nell’ospedale di Sorrento, dove il paziente ha inutilmente atteso che gli venissero somministrate cure antivirali o terapie per combattere il Coronavirus.

Aveva il Coronavirus ma era stato curato con sciroppo per la tosse

Una brutta vicenda di cronaca, che risale allo scorso 8 marzo. Tosse stizzosa, febbre alta. Al telefono, il medico di famiglia si limita a tranquillizzare la famiglia di Luigi Starita. Non abbiamo malati di Coronavirus a Piano o in altri comuni della costiera, quindi c’è poco da preoccuparsi. Arriviamo al 14 marzo, la situazione degenera, il medico prescrive infiltrazione di Rocefin e Bentelan, senza però ritenere indispensabile il tampone o il ricovero in ospedale. Senza mai andare a casa per una visita al paziente.

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