Coronavirus, maxi focolaio tra migranti a Treviso: 133 positivi

Coronavirus migranti Treviso
Immagine "Corriere del Veneto"

Emergenza Coronavirus a Treviso, positivi 133 migranti.

Lo scorso 30 luglio è stato completato lo screening al Centro di accoglienza situato nell’ex Caserma Serena di Casier (Treviso): complessivamente sono stati eseguiti 315 tamponi – 293 sui migranti e 22 sugli operatori – che hanno evidenziato 133 positività tra gli ospiti. Lo rende noto l’Ulss 2 sottolineando che i positivi, tutti asintomatici, sono stati immediatamente isolati all’interno della struttura. La quarantena è estesa anche ai negativi. Tra una settimana sia gli operatori sia gli ospiti saranno nuovamente testati. (ANSA)

Coronavirus a Treviso, positivi 133 migranti: le parole del governatore del Veneto Zaia

Strutture come «l’ex caserma Serena e altre che ha il Veneto devono essere dismesse. È ormai certificatodichiara Zaiache questo sistema di ospitalità è fallimentare, lo è socialmente, culturalmente, sanitariamente, economicamente». I migranti sono tutti in quarantena. I positivi sono stati isolati in una parte dell’edificio, ma molti di loro hanno impieghi più o meno stabili, quindi contatti «rilevanti» all’esterno. L’azienda sanitaria ha avviato il tracciamento, poi verranno i test. «Nei luoghi di lavoro le misure di sicurezza sono applicate con rigoredice Francesco Benazzi, dg dell’Usl 2 di Treviso —. Si parla, al momento, di sessanta contatti lavorativi che saranno sottoposti a tampone».

Timore di ritorsioni

«Riteniamo altamente probabile che alcuni dei profughi lavorino in nero e questo rende difficile il tracciamentodice Mauro Visentin, segretario trevigiano di Cgil —. Le aziende non rivelano la collaborazione e i migranti non parlano perché temono ritorsioni. Qui si tratta di sanità pubblica, i colleghi hanno il diritto di sapere».

«I veneti hanno trascorso mesi chiusi in casa — puntualizza inoltre il governatore Zaia, alludendo ad alcune proteste —. Non capisco perché questi signori stiano già alzando la voce perché vogliono uscire. Qui si vede se esiste lo Stato oppure no».

Fonte: Corriere della Sera.

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