Muore di Covid al Cotugno, la famiglia: “Derubato di fede, portafogli e cellulare”

Morto per covid derubato in ospedale

Morto di Covid al Cotugno e privato dei suoi effetti personali. Arrivato nell’ospedale napoletano, dopo alcuni giorni di febbre alta e di tosse, Nicola venne sottoposto al tampone risultando positivo al coronavirus, quindi il ricovero. La storia ospedaliera del 60enne inizia sul finire del mese di settembre quando, convinto anche dalla famiglia, decide di sottoporsi al test. Cos sé l’uomo porta fede, cellulare e portafoglio che sarebbero spariti dopo il suo decesso. A denunciare l’accaduto è stato un parente della vittima che ha raccontato la triste esperienza di Nicola.

L’uomo è deceduto in seguito alle complicazioni del covid l’8 ottobre senza poter vedere la sua famiglia. Quando i parenti hanno chiesto di riavere i suoi effetti personali hanno trovato la sorpresa. Nella busta, infatti, mancavano gran parte degli oggetti che Nicola aveva con sé al momento del ricovero. Dal 25 settembre, giorno del suo ricovero in terapia intensiva, Nicola non ha più visto la sua famiglia e i suoi effetti personali sono ‘rimasti’ con lui.

In una lettera inviata al consigliere regionale Francesco Borrelli il cognato dell’uomo ha raccontato: “Quando mia sorella ha ricevuto quella busta le è stato detto di non aprirla assolutamente, poteva essere infetta. Le fu consigliato di lasciarla all’aria aperta almeno per 24 ore. A questo punto – aggiunge sempre il cognato della vittima di covid – devo immaginare che l’abbiano detto per farle perdere altro tempo. L’obiettivo era di evitare che si accorgesse del furto in ospedale, meglio invece scoprirlo a casa sua, il giorno dopo”.

La denuncia: morto per covid e derubato

Immediata la denuncia ai carabinieri di zona che hanno già aperto un fascicolo su questa brutta storia: “Quello che è accaduto all’ospedale Cotugno, se dovesse essere confermato, è una vicenda disgustosa”, è il commento di Francesco Borrelli. “Rubare è già di per sé un atto criminale, farlo poi ai danni di un uomo che non c’è più è vergognoso. Siamo di fronte a degli sciacalli senza scrupoli e senza dignità che non si fermano neanche davanti a un uomo morto di Covid e allo strazio di una famiglia devastata dal dolore”.