Covid, torna la paura in Cina: a Pechino in 500mila di nuovo in lockdown

Cina ancora paura covid
Cina ancora paura covid

Più di mezzo milione di persone sono tornate in lockdown a Pechino per i timori di un focolaio di Covid-19. L’obiettivo delle autorità cinesi è quello di arginare i rischi nella capitale in vista della festività del Capodanno lunare che inizia il 12 febbraio. Presentando il piano, Zhi Xianwei, funzionario della municipalità, ha riferito che 518mila residenti non saranno autorizzati a lasciare i villaggi fino al completamento dei test di massa.

Covid: Pechino, in 500mila tornano in lockdown

Ha superato quota 90 milioni il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui 49,9 milioni guariti. Lo rende noto l’università americana Johns Hopkins, che riporta anche 1,93 milioni di decessi totali legati al nuovo coronavirus.

Il Paese più colpito al mondo in termini assoluti dal Covid-19 restano gli Stati Uniti, con 22,3 milioni di contagi e 373 mila decessi. Seguono l’India e il Brasile.

La Cina ha registrato ieri 103 nuovi casi di Covid-19, segnando una crescita a tre cifre per la prima volta in oltre cinque mesi. In base ai dati della Commissione sanitaria nazionale, 85 sono le infezioni trasmesse localmente, di cui 82 nella provincia di Hebei, alle porte di Pechino, dove sono state rafforzate le misure di prevenzione. I media hanno riferito che almeno sei province e città – Pechino, Jiangsu, Zhejiang, Tianjin, Hubei e Hunan – hanno inviato team di medici ed esperti per fronteggiare il focolaio nell’Hebei, riferito soprattutto al capoluogo Shijiazhuang e alla città di Xingtai.

Intanto più di mezzo milione di persone sono tornate in lockdown a Pechino per i timori di un focolaio di Covid-19, negli sforzi delle autorità per arginare i rischi nella capitale e in vista della festività del Capodanno lunare che parte dal 12 febbraio. Tutti i villaggi rurali nel distretto di Shunyi, alla periferia nord e vicino all’aeroporto, sono bloccati per almeno tre giorni, fino al completamento del nuovo ciclo di test di massa. Presentando il piano, Zhi Xianwei, funzionario della municipalità, ha riferito che 518.000 residenti su un totale di 1,2 milioni non saranno autorizzati a lasciare i villaggi fino al completamento dei test.

Il team di esperti dell’Oms sarà in Cina da giovedì 14 gennaio, al fine di accertare le origini del Covid-19. Lo ha riferito la Commissione sanitaria nazionale di Pechino. La Commissione sanitaria nazionale ha in una nota spiegato che il team internazionale di 10 esperti “condurrà ricerche congiunte in cooperazione sulle origini del Covid-19 insieme agli scienziati cinesi”. La missione, a lungo pianificata, era attesa già a metà della scorsa settimana, ma da Pechino a sorpresa non arrivò il via libera, malgrado alcuni esperti fossero in viaggio o addirittura già arrivati in Cina, al punto che il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, lanciò una rarissima critica, dicendosi “molto deluso” per l’evoluzione degli eventi.

Il Regno Unito, alle prese con la variante più virulenta del coronavirus, accelera sul fronte dei vaccini anti-Covid e annuncia di aver raggiunto la quota di 2,4 milioni di persone vaccinate finora con almeno una prima dose. Il dato è stato diffuso da Boris Johnson e commentato con entusiasmo da Nadhim Zahawi, ministro nominato ad hoc per la campagna vaccinale. Qualche imbarazzo per il premier arriva però da suo padre Stanley, 80enne, che risulta aver ricevuto già la doppia dose di vaccino prima che il governo decidesse formalmente di allungare l’intervallo fra prima dose e richiamo per garantire una maggiore copertura.

Gli Stati Uniti registrano 213.905 nuovi casi di covid-19 e 1.814 ulteriori decessi legati al virus, stando agli ultimi dati forniti dalla Johns Hopkins University. Il totale dei contagi a livello nazionale sale quindi a 22.406.747 con almeno 374.322 persone decedute.

In Messico le autorità hanno annunciato di aver rilevato un caso della cosiddetta variante inglese del Covid-19 in una persona di ritorno da un viaggio all’estero nello Stato di Tamaulipas, mentre Jesús Ramírez Cuevas, portavoce del presidente Andrés Manuel López Obrador, ha annunciato via Twitter di essersi contagiato, ma “in buona salute”.

Il Brasile ha superato ancora una volta, dopo cinque mesi, la media di mille morti per coronavirus al giorno, totalizzando 203.140 vittime dall’inizio della pandemia. Secondo le segreterie alla Salute dei governi statali, nelle ultime 24 ore si sono registrati 483 morti. La media mobile degli ultimi sette giorni è stata di 1.016, essendo la prima volta dall’11 agosto che vengono superati i mille casi. La media misurata ieri è stata superiore del 65% rispetto a due settimane fa, in linea con l’aggravarsi della pandemia, fenomeno in corso dal mese scorso. Nel fine settimana sono inoltre stati segnalati 29.153 nuovi contagi, portando il totale a 8.104.823 da febbraio 2020, quando venne registrato il primo caso ufficiale. La media mobile è invece stata di 53.250 casi al giorno, con un aumento del 54% rispetto alla media di due settimane fa.

I passeggeri aerei in arrivo in Australia dall’estero dovranno risultare negativi al test per il coronavirus prima di imbarcarsi. Il prerequisito, che era già previsto per i voli charter organizzati dal governo per il rimpatrio dei residenti australiani, ora verrà adottato per tutti i voli in arrivo nel Paese, con eccezioni solo per casi particolari. Lo ha stabilito il gabinetto nazionale, che riunisce il primo ministro federale e i premier degli stati e territori. Gli equipaggi aerei di voli internazionali dovranno inoltre sottoporsi a test settimanali per il Covid-19 o allo sbarco in Australia, e l’uso delle mascherine sarà obbligatorio sui voli domestici e internazionali sia per gli equipaggi sia per i passeggeri, eccetto che per i bambini sotto i 12 anni.

Gli Stati federati di Micronesia, nazione insulare del Pacifico rimasta uno degli ultimi paesi al mondo risparmiati dal Covid-19, hanno segnalato oggi un primo caso di contagio. Il presidente David Panuelo ha ammesso che questa notizia sia “allarmante” per l’arcipelago di 100 mila abitanti, sostenendo che la persona infetta è sotto stretta sorveglianza. “Tutti i cittadini devono mantenere la calma – ha detto in un discorso televisivo -. “Niente panico, perché la situazione è sotto controllo”. Il nuovo coronavirus era stato rilevato in un marinaio di una nave governativa, lo ‘Chief Mailo’, che era stata inviata per riparazioni nelle Filippine. Il paziente e i suoi colleghi sono rimasti a bordo della barca, ancorata in una laguna, e sotto costante sorveglianza. Scuole, chiese e negozi rimangono aperti.

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 23.315 nuovi casi di Covid-19 e 436 persone sono morte a causa della malattia: lo riporta il centro operativo anti-coronavirus. Stando ai dati ufficiali, in Russia dall’inizio dell’epidemia sono stati accertati 3.425.269 contagi di Covid-19 e 62.273 decessi provocati dal morbo. Le zone col maggior numero di nuovi casi nel corso dell’ultima giornata sono Mosca, con 4.646 contagi, San Pietroburgo con 3.004, e la regione di Mosca, con 1.315.