HomeCronacaAfragola, intestazione fittizia: assolti i fratelli Moccia e le loro mogli

Afragola, intestazione fittizia: assolti i fratelli Moccia e le loro mogli

PUBBLICITÀ

Intestazione fittizia, inchiesta a picco con l’assoluzione per i fratelli Angelo, Antonio e Luigi Moccia e le loro mogli. Pochi minuti fa il tribunale di Napoli nord (II sezione collegiale Presidente Cioffi) ha assolto i tre fratelli dall’accusa di intestazione fittizia della società Depar Srl. I tre germani e le loro consorti sono stati assolti per non aver commesso il fatto.

Secondo l’accusa i Moccia in concorso tra loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, avrebbero attribuito fittiziamente la titolarità della società DEPAR s.r.L avente come oggetto sociale tra le altre il fìtto di aree con annessi inerenti la gestione delle stesse, acquisto, vendita, locazione e gestione di immobili propri o di terzi annessi, dapprima a Carmela De Luca, moglie di Angelo Moccia e poi anche a Maria Carmina Parità moglie di Antonio Moccia e la titolarità della ditta individuale Arcella a Francesca Arcella moglie di Luigi Moccia.

PUBBLICITÀ

I giudici hanno alla fine condiviso appieno le argomentazioni difensive dei legali dei Moccia, l’avvocato Salvatore Pettirossi per Antonio Moccia e la moglie, l’avvocato Nicola Quatrano per Carmela De Luca, e l’avvocato Gennaro Lepre. I legali hanno evidenziato che si trattava di un’iniziativa delle mogli di voler intraprendere un’attività lavorativa e che il terreno oggetto del procedimento era già nella loro disponibilità da più di vent’anni e dunque non vi è stato alcun investimento.

Ragionamento pienamente condiviso dai giudici che hanno assolto i sei. Per Antonio Moccia in particolare si tratta del secondo importante risultato dopo quello ottenuto un mese fa circa quando Moccia, già assolto dall’addebito di aver promosso e diretto la omonima organizzazione dal 1998 al 2012 con sentenza definitiva, è stato anche assolto dall’addebito di calunnia aggravata dal 416 bis in presunto danno dell’allora comandate della polizia locale Luigi Maiello. Decisive si sono rivelate le argomentazioni del suo legale, l’avvocato Salvatore Pettirossi che aveva già fatto assolvere Moccia dall’accusa di essere a capo del gruppo. E così la VII Sezione Penale del Tribunale di Napoli ha assolto Moccia per non aver commesso il fatto. La vicenda risale ad una video intervista rilasciata a Fanpage dall’allora Comandante dei Vigili Urbani che, giunto per un sopralluogo richiesto dalla Squadra Mobile di Roma su un terreno in Afragola, in Contrada Lellero, gestito dalla società Depar srl, aveva avuto un confronto con Moccia.

La presenza di Moccia

Il comandante Luigi Maiello ritenendo illegittima la presenza del Moccia lo aveva denunciato per abuso edilizio aggravato dal metodo mafioso, rappresentando che la sua presenza potesse nascondere “inquietanti scenari ed interessi della criminalità organizzata. Ipotesi che la difesa già dimostrò essere infondata con l’archiviazione.
Quella discussione, risalente al 2014, fu però registrata in video da un vigile urbano e postata dal portale nel 2017. Moccia presentò un esposto contro Masiello per diffamazione, esposto poi respinto. Maiello, a sua volta, ha poi presentato un controesposto contro Moccia per calunnia, denuncia caduta con la nuova assoluzione.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ