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giovedì, Luglio 7, 2022
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Ctp, fine corsa: la società dei trasporti napoletana è fallita dopo 140 anni di storia


Addio a Ctp. Dopo 140 di storia, la storica Compagnia trasporti pubblici che serviva con i propri pullman, tram e filobus i pendolari dell’area metropolitana di Napoli e di parte del casertano, cessa ufficialmente per l’enorme crisi economica. A decretarlo, con l’udienza del 13 aprile 2022, la Settima Sezione Civile del Tribunale di Napoli (presidente Gian Piero Scoppa, giudice Francesco Paolo Feo, giudice relatore Loredana Ferrara).

La Ctp era in capo alla Città Metropolitana di Napoli, ente finito nel mirino di lavoratori e sindacati perchè accusata di non essere stata in grado di risolvere la grana. La buona notizia è che 400 lavoratori oramai ex Ctp saranno assorbiti in parte in Eav e in parte in Air, due società di cui è proprietaria la Regione Campania. La nuova fase del servizio partirà con ogni probabilità il 2 maggio, dopo la firma dei nuovi contratti.

Il contenuto della sentenza

Nella sentenza della Settima Sezione Civile del Tribunale di Napoli si ricorda quanto aveva già sostenuto in precedenza il commissario giudiziale Ctp Niccolò Abriani e cioè, come poi scritto dagli stessi giudici nella sentenza di ieri, una “progressiva disgregazione del complesso aziendale di Ctp, definitasocietà insolvente tale da rendere difficilmente identificabile un perimetro di rapporti giuridici, che sia singolarmente, sia congiuntamente, potesse essere considerato come un insieme di beni e contratti”. In buona sostanza, il commissario giudiziale ha rilevato come la condizione di Ctp non consentisse, come riportato anche qui dai giudici della sentenza, “l’esercizio dell’attività caratteristica di impresa (ovvero il servizio di trasporto pubblico)”.

Scrivono ancora i giudici spiegando le ragioni della loro decisione: “Non ritenendo sussistere concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico dell’attività imprenditoriale mediante cessione del complesso aziendale o la ristrutturazione preordinata al risanamento e percorribile la strada della procedura conservativa dell’amministrazione straordinaria, si impone, ex art. 30 d.lgs n. 270/99 la dichiarazione di fallimento di Ctp spa”.  A tutti i beni mobili dell’azienda, a partire da quelli della sede principale di Arzano, verranno apposti i sigilli.

Nel verbale c’è un altro passaggio sul percorso accidentato conclusosi sul muro del fallimento: “L’opzione dell’affitto di azienda, ipotizzata dal proponente, con Anm (la società dei trasporti del Comune di Napoli che grazie al concordato si sta risanando ndr.) poi mai perfezionatasi, è stata anche riproposta alla Regione Campania, ma non vi è stata alcuna disponibilità ad relativo affitto”. Poi ancora: “Successivamente vi è stata l’autorizzazione alla restituzione dei veicoli per consentire la ripresa del servizio pubblico essenziale, ma il ritiro dei mezzi non è ancora avvenuto”.

Il mancato risanamento

Le speranze di Città Metropolitana e vertici aziendali di salvare Ctp con il concordato preventivo sono state vane. La Compagnia trasporti pubblici era così messa male economicamente da rendere necessaria nel febbraio 2022 la nomina del commissario giudiziale, apripista al nefasto epilogo finale. Da alcuni calcoli, è emerso un debito complessivo di oltre 98 milioni di euro. In questa cifra rientrano anche alcune pendenze arretrate degli oltre 400 lavoratori, entrati nel quarto mese di mancato pagamento dei loro stipendi e anche 18 mesi di ticket non corrisposti.

Negli ultimi anni la situazione della società in capo alla Città Metropolitana era diventata così pesante da pregiudicarne del tutto lo stesso servizio su gomma a Napoli, provincia e casertano, con gli autobus impossibilitati a uscire dai vari depositi per mancanza di gasolio e copertura assicurativa. Poi, era arrivato anche lo stop al contratto di servizio con i bus non più circolanti.

Le reazioni

Delusione e scoramento da più parti per la morte della società di trasporti. Augusto Cracco, amministratore unico di quest’ultima fase dell’azienda, afferma: «Ctp è ufficialmente fallita. Grazie a tutti coloro che non hanno voluto concretizzare un salvataggio che era pienamente nelle possibilità, in virtù di patrimonializzazione e crediti da riscuotere, oltre ad una massa debitoria più bassa rispetto ad altre realtà tuttora in essere». Cracco aggiunge: «Finiscono oggi 141 anni di storia, per motivi che ai più sfuggono, ma che risultano anche dagli atti come indiscutibilmente evidenti. Auguri a tutti i lavoratori, e quando uso questa parola non indico solo uno status, ma una condizione concretamente riscontrabile».

Delusione anche da parte delle organizzazioni sindacali. Ciro Montella, del Dipartimento mobilità della Fit Cisl, dice: «C’è stata una mortificazione per lavoratori e utenti specialmente negli ultimi anni da parte della Città Metropolitana, specialmente nel precedente mandato (quando il sindaco era Luigi de Magistris ndr.). Purtroppo chi era chiamato a risolvere questa situazione non è stato in grado di farlo». Ora il nuovo corso per gli ex Ctp in Eav e Air. «Ringraziamo la Regione Campania e il presidente della Quarta Commissione Mobilità Luca Cascone per l’impegno profuso». 

Peppe Ferruzzi, del coordinamento lavoro privato dell’Usb, parla di «lutto da elaborare. Affiorano ricordi e immagini di persone con cui ho trascorso circa 40 anni della mia vita lavorativa. Una parte di storia del trasporto pubblico durata 140 anni, purtroppo non esiste più».

Il futuro in Eav e Air

Il prosieguo lavorativo per i dipendenti è in Eav e Air. In tutto saranno 400, distribuiti più o meno equamente tra le due società in capo alla Regione Campania. Circa 50 ex Ctp hanno invece chiesto l’esito incentivato.

Il rinnovato servizio sarà attivo, come detto, dal 2 maggio maggio quando riprenderanno i percorsi dei bus Ctp. Il totale è di 11 milioni e 300.000 km. Dovrebbero essere riutilizzati almeno parte dei vecchi depositi della Ctp come Pozzuoli e Teverola. La Regione Campania, con un ulteriore stanziamento economico, dovrebbe garantire almeno il pagamento delle mensilità arretrate. L’ente regionale acquisirà la trentina di autobus dell’Acamir in dotazione a Ctp.

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Antonio Sabbatino
Antonio Sabbatino
Iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell'esperienze sul campo in ambito politico, sociale e di cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per il quotidiano Roma, il più antico giornale napoletano, InterNapoli.it tra le realtà più dinamiche e seguite del panorama regionale campano e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore.
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