De Luca nella consueta diretta del venerdì fa il punto sulla situazione politica e dell’epidemia:
“Siamo alla vigilia di un fine settimana nel quale avremo il Carnevale e la festa di San Valentino. In un Paese nel quale i livelli di controllo sono ridotti a zero, è indispensabile che vi siano decisioni efficaci di contenimento degli assembramenti da parte del Ministero della Salute.
Se in questi giorni avremo le strade e le piazze nelle condizioni dello scorso fine settimana, dovremo aspettarci nelle settimane successive una vera e propria esplosione di contagi nel nostro Paese. Riteniamo urgenti e indispensabili misure nazionali di prevenzione e contenimento”.
Riguardo alle scuole De Luca ha dichiarato che si è deciso di dare la responsabilità delle decisioni sulla Dad o lezioni in presenza ai sindaci: “Spesso si nascondono dietro le ordinanze della Regione Campania, invece devono assumersi la loro responsabilità in base al numero dei contagi che abbiamo comunicato”. Dunque non ci sarà nessuna ordinanza specifica per obbligare le scuole a tornare in Dad ma ogni sindaco, a seconda del numero dei contagi, deciderà se continuare con le lezioni in presenza o tornare alla didattica a distanza.
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Scuola: protesta studenti a Napoli, non siamo untori

 Protesta degli studenti delle scuole superiori di Napoli e provincia davanti alla Regione Campania. I ragazzi rivendicano che il rientro in classe sia in sicurezza e puntano il dito contro il mancato potenziamento di trasporti, soprattutto per chi arriva a Napoli dalla provincia, e accusano la Regione e il presidente, Vincenzo De Luca, di non aver fatto “tutto il necessario affinché fosse garantito il diritto allo studio”.

Non solo striscioni ma anche slogan contro De Luca. In Campania le scuole superiori hanno ripreso la didattica in presenza, al 50 per cento in virtù delle norme anti covid, il 1 febbraio dopo mesi di Dad. Diversi gli striscioni esposti: ‘Con la Scuola contro chi decide; ‘Studenti sconnessi, trasporti in provincia, device per tutti. RistrutturAzione’; ‘Prospettive nuove. Sanità per le scuole”. In piazza studenti del ‘Caccioppoli’, del ‘Genovesi’, del ‘Pansini’, del ‘Sannazaro’, del ‘Vittorini’, del ‘Vittorio Emanuele’ ma anche studenti che sono arrivati da Pompei, da Somma Vesuviana. “In questi mesi siamo stati accusati di essere degli untori – dice Zidane dell’Osservatorio popolare studentesco – ma il virus non è nelle scuole. Il problema principale sono i trasporti affollati, non le scuole”. E rispetto all’indicazione dell’unità di crisi regionale che ha demandato ai sindaci eventuali decisioni sulla chiusura delle scuole, gli studenti affermano: “Dalla Regione c’è uno scaricabarile. Così pensa di togliersi ogni responsabilità sulla gestione della scuola”.

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