Detenuti tossicodipendenti, depressi e affetti da hiv ed epatite: emergenza in Campania

Il sindacato di polizia penitenziaria censisce i detenuti sulla base delle loro “malattie”. Un documento, che fa riferimento alla popolazione carceraria della Regione Campania, elenca il numero di “affetti” di patologie come la “tossicodipendenza”, la “depressione”, l’anemia e perfino la malnutrizione.

L’Spp, con il suo segretario Aldo Di Giacomo, denuncia un “allarmante rischio epidemia” con l’aumento di malattie come l’Hiv e la turbecolosi. Il problema che solleva, pero’, riguarda “la salute del personale penitenziario messa a rischio”. Il sindacato annuncia anche che si rivolgerà alla Corte di Strasburgo e al ministro della Giustizia per chiedere l’istituzione di una “indennita’ rischio salute in busta paga del personale penitenziario”. Di Giacomo dice che in Italia ci sono 5mila persone sieropositive e che il 25-35% dei detenuti e’ affetto da epatite C. Ancora, “risulta dai dati ufficiali del ministero della Giustizia che un terzo della popolazione sia straniera, e, con il collasso di sistemi sanitari esteri, con il movimento delle persone, si riscontrano nelle carceri tassi di tubercolosi latente molto più alti rispetto alla popolazione generale”.

Il sindacato giudica “ancora più preoccupante l’analisi dell’indice dello stato di salute nelle carceri il quale ci rivela che il 25% dei detenuti e tossicodipendente il 12% con malattie psichiatriche. In questa situazione – chiede l’Spp – e’ intollerabile che si parli solo ed esclusivamente di assicurare i Livelli essenziali di assistenza ai detenuti escludendo il personale penitenziario, continuando a sottovalutare i rischi”.