Vincenzo Sigigliano
Vincenzo Sigigliano

Si chiamava Vincenzo Sigigliano, originario di Secondigliano, il detenuto 49enne trovato morto pochi giorni fa nella sua cella nel carcere di Sanremo. L’uomo che ha deciso di togliersi la vita ci aveva già provato un’altra volta, tre giorni prima del tragico epilogo. Allora polizia penitenziaria e compagni di cella erano riusciti a salvarlo giusto in tempo. Poi lo avevano spostato in un’altra sezione. Ma la famiglia ha denunciato ai carabinieri che il 49enne “è stato abbandonato, lasciato solo in un momento di grande fragilità”. A denunciarlo è il garante dei detenuti di Napoli, Pietro Ioia. I familiari sono subito corsi dai carabinieri per denunciare l’accaduto e per fare chiarezza su cosa sia successo nelle ultime ore di vita.

“Da mesi ci diceva di continuo al telefono ‘non ce la faccio più, non sto bene’. A Sanremo ci stava da 5 mesi e 4 giorni fa aveva già tentato il suicidio. La penitenziaria si è limitata a spostarlo di padiglione e lo ha messo in quello dei ‘sex offender’. Lui era in carcere per truffe, faceva il ‘pacco del sale’. Perché lo avevano messo lì? Ma soprattutto perché quando si è impiccato non era piantonato?”. A denunciare questa situazione, come riportato da ilriformista, sono i fratelli di Vincenzo, Salvatore e Antonio Sigigliano.

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