Secondigliano. I Di Lauro ‘sotto attacco’ di tre pentiti: tra loro anche un ras del Terzo Mondo

Salvatore Tamburrino si è pentito. L’indiscrezione, filtrata la settimana scorsa e riportata da Il Roma, è destinata a scuotere le fondamenta del clan Di Lauro e soprattutto di quello che fino a qualche mese fa era considerato come ‘imprendibile’ ossia Marco Di Lauro. Tamburrino, facente parte del ‘cerchio magico’ del giovane boss, potrebbe rivelare molti retroscena sugli ultimi anni da latitante di ‘F4’ e chiarire alcuni aspetti della storia del gruppo di via Cupa dell’Arco. Come per esempio la storia della ‘black list’ lasciata da Cosimo Di Lauro al fratello prima di essere arrestato, lista che conteneva, a detta dei pentiti, l’elenco dei nemici da uccidere, episodio già tirato in ballo nel corso del processo per l’omicidio dell’innocente Attilio Romanò, vicenda che è già costata l’ergastolo a Di Lauro junior.

La storia della ‘lista di morte’ è stata del resto tirato in ballo da un altro pentito eccellente del clan, Gennaro Puzella, tra i primi insieme ad Antonio Accurso a puntare il dito contro il suo ex gruppo:«Dopo l’arresto di Cosimo comparve una lista scritta su un pezzo di carta affidata a Giuseppe Pica e poi passata da costui a Marco Di Lauro. Fu Marco Di Lauro a dire che si doveva continuare ad uccidere le persone della lista anche per evitare che, fermandosi gli omicidi, si potesse pensare che l’unico mandante e colpevole fosse Cosimo. Marco proseguì sulla scia del fratello, so che voleva uccidere Rito Calzone (esponente di punta degli scissionisti ndr) che ingiuriava Cosimo e faceva infuriare Marco».