Droga nelle salsicce e 6 cellulari, blitz nei carceri di Poggioreale e Avellino

La scoperta in due penitenziari in Campania

Droga nelle salsicce e microcellulari, doppio blitz nei carceri di Poggioreale e Avellino. Ventiquattro involucri contenenti cannabinoidi sono stati sequestrati nelle scorse ore nel carcere di Poggioreale nel corso del consueto controllo dei pacchi destinati ai detenuti. Il personale della Polizia Penitenziaria ha rinvenuto, occultata in una confezione di salsicce, una cospicua quantità di sostanza stupefacente, provvedendo successivamente alla denuncia del mittente. Gli agenti dell’ufficio per le attività di polizia giudiziaria hanno intensificato i controlli della corrispondenza che quotidianamente giunge nel penitenziario napoletano. Le tecniche utilizzate per l’introduzione di droga sono in continua evoluzione. L’alto livello di attenzione degli agenti permette, però, di arginare il fenomeno dello spaccio tra le mura del penitenziario.

Non solo droga nelle carceri 

E’ rischio sicurezza nelle carceri campane. Sei microtelefoni cellulari sequestrati dalla Polizia Penitenziaria durante una perquisizione straordinaria disposta dalla direzione nel carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino. Lo rende noto il sindacato della polizia penitenziaria Osapp. I cellulari erano occultati tra gli indumenti. Piccoli e facilmente occultabili, i cellulari in carcere sono sempre più numerosi come dimostrano i dati forniti dalla polizia penitenziaria. La comunicazione incontrollabile con l’esterno rappresenta un handicap per la sicurezza delle carceri stesse.

La polizia penitenziaria – commenta il segretario regionale dell’ Osapp Campania Vincenzo Palmieriancora una volta ha dimostrato alta professionalità e senso del dovere nell’espletare questo delicato compito, che richiede massima attenzione nelle carceri“. Si tratta, continua il sindacalista, “di strumenti tecnologici di piccole dimensioni, di facile introduzione e occultamento, non consentiti dalla legge e dal regolamento. I dispositivi consentono ai detenuti contatti con l’esterno non solo per chiamare i familiari o congiunti, ma anche per commissariare altri reati. Inoltre compromettono l’incolumità delle persone, turbare l’ordine e pregiudicare la sicurezza“.

I dispositivi tecnologici 

Al personale operante uomini e donne della Polizia Penitenziaria del reparto Avellinese e altri che hanno cooperato, Palmieri rivolge tutta gratitudine del sindacato. “Per la brillante operazione svolta nelle carceri che ha neutralizzato la commissione di altri reati e il conseguente rinvenimento e sequestro“, un’attività, sottolinea Palmieri, svolto “nonostante le difficoltà“. “Come sindacato – conclude Palmieri – faremo l’impossibile per stare al fianco dei colleghi e per contribuire a migliorare il sistema lavorativo nell’interesse di tutti, sollecitando i vertici dell’Amministrazione Centrale e Regionale a porre in essere una maggior attenzione anche attraverso strumenti tecnologici e un rafforzamento dell’attuale pianta organica per potenziare controlli ai fini della sicurezza“.