É il giorno del dolore per la famiglia Gargiulo, ultimo saluto a Samuele maglia
É il giorno del dolore per la famiglia Gargiulo, ultimo saluto a Samuele

Si sono tenuti stamattina i funerali del piccolo Samuele Gargiulo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci di via Veterinaria. Tantissime persone presenti alla funzione religiosa, oltre agli amici e ai familiari del piccolo deceduto in seguito alla caduta dal balcone. In tanti indossavano la maglia ritraente il bimbo in foto e una dedica: “Ad ognuno di noi mancherà un pezzo di cuore”. All’esterno degli esercizi commerciali di via Foria sono comparsi dei palloncini bianchi, gli stessi presenti all’esterno della chiesa.

La commozione dell’arcivescovo

A celebrare i funerali l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia apparso commosso leggendo una lettera dedicata a Samuele definito «caro dolce, piccolo principe». Rivolgendosi direttamente alla piccola bianca in cui giace il piccolo Samuele, l’arcivescovo ha detto: «Tu solo, Samuele, avresti in questo giorno diritto di parola» aggiungendo: «Chi perde i genitori è orfano, chi il coniuge è vedovo ma non c’e’ parola per definire un genitore che perde un figlio».

IL VIDEO DEI FUNERALI 

MORTE DI SAMUELE, LA CONFESSIONE DI CANNIO

«Ho immediatamente udito delle urla provenire dal basso e mi sono spaventato consapevole di essere la causa di quello che stava accadendo… ». Sono parole da brividi quelle pronunciate da Mariano Cannio mentre rendeva sommare informazioni.

«Sono fuggito a casa e – ha poi aggiunto – sono andato a mangiare una pizza nella Sanità».

Arriva la confessione di Mariano Cannio, dopo che il gip di Napoli, Valentina Gallo, ha convalidato il fermo dell’uomo per l’omicidio del piccolo Samuele, il bimbo di 4 anni precipitato nel vuoto venerdì scorso in via Foria a Napoli.

Nelle dichiarazioni che ha reso la sera di venerdì, dopo la nomina del difensore d’ufficio, Mariano Cannio, afferma di avere avuto un capogiro prima di lasciar cadere Samuele nel vuoto:  « …fuori al balcone, avendo sempre il piccolo in braccio, e appena uscito in prossimità della ringhiera, ho avuto un capogiro. Mi sono affacciato dal balcone mentre avevo il bambino in braccio perché udivo delle voci provenire da sotto a questo punto lasciavo cadere il bambino di sotto».

 

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