Ex detenuto napoletano salva una ragazza dal mare: “Mi sono tuffato e l’ho presa”

detenuto salva la vita

Nell’ultimo anno di carcere, dove ne ha passati trentatré, aveva preso il brevetto di bagnino. E nel suo primo anno da uomo libero ha già trovato un lavoro e salvato una vita. Domenico Tarantino, 50 anni, nella notte fra sabato e domenica – secondo quanto raccontato al La Nazione dallo stesso protagonista – ha scongiurato il suicidio di una ragazza che per farla finita si era gettata in mare dal Pontile di Marina di Massa: lui passava di lì, ha visto tutto e si è tuffato in mare, portandola in salvo.

«Stavo passeggiando da solo sul Pontile – racconta Tarantino la mattina dopo una notte insonne per l’emozione – per rilassarmi un po’, ero stato con alcuni amici per una serata di karaoke. Saranno state le due, non c’era nessuno, ma arrivato quasi in fondo ho notato qualcosa di strano nel piccolo molo che si trova a fianco del Pontile. Sono andato a vedere e ho visto prima un paio di scarpe sul bordo del molo e poi una ragazza che stava andando giù, sott’acqua… Uno dei suoi indumenti era rimasto attaccato alla base in ferro e la teneva in parte a galla ma la testa era già sotto. Mi sono tuffato e l’ho presa. Le ho tirato su la testa e poi l’ho riportata sul molo dove ha iniziato a dirmi che voleva farla finita e a pronunciare altre frasi che non capivo». Domenico è riuscito a convincere la ragazza a farsi accompagnare in un ristorante vicino al Pontile, ancora aperto. «Non sapevo cosa fare e l’ho portata al Vesuvio e da lì hanno chiamato i soccorsi e le forze dell’ordine».

Alla ragazza, 24 anni, sono state prestate le prime cure. E’ stata identificata mentre Tarantino raccontava nei dettagli alle forze dell’ordine quanto era appena accaduto, «con grande orgoglio», sottolinea. Lo stesso orgoglio già provato l’estate scorsa quando Domenico, uscito dal carcere di Massa il 25 aprile del 2017, trovò lavoro come bagnino stagionale in uno stabilimento balneare della costa apuana. Il suo primo vero impiego dopo oltre trent’anni dietro le sbarre. «A 15 anni – a parlare è ancora Tarantino, napoletano d’origine ma massese d’adozione ‘grazie’ al carcere apuano dove ha scontato i suoi ultimi due anni di pena – sono finito in una compagnia sbagliata e ho iniziato a commettere reati (prevalentemente furti e rapine, ndr). Ma ho anche scontato fino all’ultimo giorno di detenzione, girando venti istituti penitenziari fino al trasferimento a quello di Massa, dove sono arrivato tre anni fa e dove la mia vita è cambiata perché lì dentro ho imparato tutto». Qui, infatti, Tarantino ha preso il diploma di terza media e ha scritto il libro di poesie Impariamo a volare. E sempre qui Tarantino ha preso anche il fatidico brevetto, grazie a un corso voluto dall’ex direttrice Maria Martone, al quale parteciparono una ventina di detenuti. Poi, il 25 aprile dell’anno scorso, la libertà. E subito il lavoro, come bagnino appunto, grazie a quel brevetto… salvifico per lui e, dalla scorsa notte, anche per una ragazza sconosciuta.