Ieri il gip del Tribunale di Napoli Nord non ha convalidato il fermo della Procura di Napoli ma ha disposto la misura cautelare in carcere per Vincenzo Caiazza, Davide Pescatore, Pietropaolo Leotta e Umberto Lupoli. Invece il giudice ha deciso per l’immediata scarcerazione di Antonio Alterio, difeso dagli avvocati Mario Angelino e Antonio Pollio.
Infine il giudice Agostino Nigro ha dichiarato la propria incompetenza ordinando al pm della DDA la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli. Sono accusati di appartenere al clan della 167 di Arzano: tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Inoltre sono indagati Renato Napoleone, Giuseppe Monfregolo, Salvatore Romano, Gennaro Salvati, Andrea Olivello, Vittorio Scognamiglio, Salvatore Lupoli, Raffaele Silvestro e Angelo Antonio Gambino.
Da killer a vittima della faida della 167 di Arzano, il profilo di Armando Lupoli

