Fanghi non depurati sversati in mare, 16 arresti a Napoli: indagati anche poliziotti. Questa mattina il comando provinciale della Guardia di Finanza e la Questura di Napoli, coordinati dalla Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 16 persone e a due misure interdittive nei confronti di altrettanti soggetti responsabili a vario titolo dei reati di corruzione, riciclaggio, inquinamento ambientale, emissione di fatture per operazioni inesistenti e trasferimento fraudolento di valori. Contestualmente, sono in corso sequestri di immobili, società e denaro contante per un valore di oltre 4 milioni di euro.

Fanghi immessi in mare senza essere trattati attraverso il depuratore di Napoli Est: c’è anche la contestazione di disastro ambientale nei confronti di alcuni degli indagati arrestati oggi da polizia e guardia di finanza. Nel mirino degli investigatori è finita la Sma, la società in house della Regione che si occupa di rifiuti. Sono emersi numerosi episodi di corruzione, anche di appartenenti alle forze dell’ordine, oltre a gare d’appalto pilotate.

Dalle intercettazioni emerse durante le indagini emerge lo sversamento in mare dei fanghi. Secondo quanto emerge dalle indagini del pm Wookcock, coordinate dalla Dda di Napoli, da Acerra e Marcianise quotidianamente veniva ‘prodotto’ e sversato un cassone di fanghi.

Gli arrestati

Finiti agli arresti Salvatore AbbateSalvatore Tedesco Giuseppe Savino; ai domiciliari invece Rolando Abbate Cristina Abate, ma anche Agostino ChiattoLorenzo Di DomenicoErrico FogliaMichele FurinoAbramo MaioneVittorio PorciniGiacomo PernaLuigi RiccardiVincenzo RiccardiLucio Varriale (classe 1952) e Giuseppe Auletta. Sospesi per sei mesi Domenico Boenzi Domenico Sabatino.

Tra i nomi spicca quello di Vittorio Porcini, sostituto commissario di Ponticelli. Per lui l’accusa è di rivelazione di segreto in cambio di presunti valori e benefit. Accuse da verificare ma che al momento hanno ‘ristretto’ agli arresti domiciliari l’uomo.

I reati contestati sono corruzione, riciclaggio, inquinamento ambientale, emissione di fatture per operazioni inesistenti e trasferimento fraudolento di valori. In totale sono sedici le persone arrestate.

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