Giacomo Palma, 54enne di Giugliano residente a Casacelle, era stato indicato nei verbali del collaboratore di giustizia Giuliano Pirozzi come “Giacomino chin d’oro”, secondo il CDG un soggetto che gravitava nel clan Mallardo nella fazione di Via Cumana, uomo di fiducia del ras Michele Di Nardo.
Era stato tratto in arresto perché ritenuto associato ad una banda dedita a furti aggravati ai danni di apparecchi destinati alle telecomunicazioni, per un bottino di oltre 400 mila euro. Non solo: durante l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, presso un locale in possesso del Palma, erano state rinvenute 200 stecche di sigarette di contrabbando.
La Corte di Appello di Napoli, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, ha concesso uno sconto di pena a Palma Giacomo e lo ha rimesso in libertà, revocando la misura cautelare degli arresti domiciliari alla quale era sottoposto il 54enne nella sua abitazione di Giugliano.
Il fatto
Le indagini sono state avviate nel mese di febbraio dell’anno scorso in seguito al furto di una unità radio da un ripetitore di una compagnia telefonica a Lusciano. Attraverso intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, analisi dei tracciati GPS e la visione delle immagini dei sistemi di sorveglianza pubblici e privati, è stato possibile raccogliere gravi elementi di colpevolezza nei confronti delle persone sottoposte alle indagini e indiziate di appartenere al gruppo criminale, composto da soggetti tra i 26 ed i 55 anni con base in località Casacelle, di Giugliano in Campania.
L’attività investigativa ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine alla costituzione e partecipazione ad una associazione a delinquere composta da otto persone, finalizzata alla commissione di un numero indefinito di reati contro il patrimonio, in particolare furti aggravati ai danni di apparecchi destinati alle telecomunicazioni e ricettazione, alcuni dei quali commessi anche evadendo dagli arresti domiciliari.
La complessa attività d’indagine è stata avviata in seguito ai numerosi furti di cavi di rame verificatisi nella provincia di Caserta, tra i mesi di febbraio e agosto 2023, ai danni degli apparati di trasmissione di proprietà delle compagnie telefoniche e, in particolare, dei moduli RRU (Radio Remote Unit), installati presso le antenne degli operatori presenti sul territorio, con danni di decine di migliaia di euro per le aziende e numerosi disservizi per l’utenza.


