Critiche a Le Iene dopo il servizio su Ugo Russo, Giulio Golia: “I carabinieri non hanno voluto parlare”

Aspre polemiche al giornalista de Le Iene Giulio Golia dopo il servizio andato in onda martedì sulla morte di Ugo Russo.  Giulio Golia è stato criticato perché, secondo alcuni lettori, non avrebbe dato spazio alla versione del carabiniere ma solo a quella della famiglia. In un post su Fb, Golia ha però chiarito la vicenda. “Mi state commentando il servizio andato in onda ieri sera su Ugo Russo, il 15enne rimasto ucciso per una rapina a Napoli. Mi avete scritto, dicendomi che abbiamo sbagliato a intervistare la sua famiglia e che avremmo dovuto comportarci diversamente. Ci tengo a fare alcune precisazioni. Innanzitutto rivendico di aver dato voce alla famiglia di Ugo. Perché esiste anche quella Napoli, quella realtà, e bisogna essere consapevoli e guardarla in faccia, non girarsi dall’altra parte dicendo che Napoli è altro”.

Giulio Golia e il servizio a Le Iene

“E poi, ovviamente anche noi pensiamo che tutta la vicenda sia una vera tragedia, per tutti, anche naturalmente per il giovane carabiniere che ha sparato. E ci tengo a chiarire che abbiamo ovviamente provato a contattare anche lui. Sia attraverso il suo avvocato che attraverso il Comando Generale dei Carabinieri. Comprensibilmente visto che è indagato per omicidio volontario, non siamo stati autorizzati a parlarci. Ciò detto, penso che sia sempre e comunque importante parlarne, non dobbiamo nascondere sotto al tappeto la realtà della nostra città, e lo dico da napoletano che la ama in tutti i suoi pregi e i suoi difetti. A Napoli ci sono due città, la Napoli bene e la Napoli malamente, che però non si parlano e rifiutano una l’esistenza dell’altra. Ma è solo iniziando il dialogo che potremo pensare di cambiare davvero le cose. Se un bambino, perché a 15 anni si è ancora bambini, perde la vita per un rolex e una pistola giocattolo, è una sconfitta per tutti”.