Guerra a colpi di tweet: 99 Posse e Roberto Saviano contro Salvini

Amaro confronto a colpi di tweet tra il segretario della Lega Matteo Salvini e due tra i nominati nel post ironico dell’aspirante premier, i 99 Posse, gruppo raggamuffin rap napoletano e attivista del movimento anti-fascista, e Roberto Saviano, celebre giornalista partenopeo autore del best seller “Gomorra”.

“Un brindisi da parte mia e vostra a Roberto Saviano, Fabio Fazio, Oliviero Toscani, Vauro, 99 Posse, Gad Lerner e Saverio Tommasi. Baci e abbracci” – ha scritto Salvini su Twitter rivolgendosi a personaggi famosi che notoriamente criticano la sua politica.

“Zero patanna zero talianna ca simm tutt quant simm tutt African” – cantavano i 99 Posse nel 2000 insieme al cantante napoletano Franco Ricciardi attaccando la Padania, zona che include le regioni influenzate dal “sogno” della vecchia Lega Nord di formare una repubblica federale dell’Italia settentrionale, nella suddetta ode anti-fascista. Oggi “Il Mattino” ha riportato la risposta al vetriolo pubblicata via facebook dall’irriverente band di Napoli al sarcasmo salviniano: “Matteo Salvini si comporta come un adolescente che si vendica contro tutti quelli che ce l’hanno con lui. Un politico che in questi giorni ambisce a ricoprire un ruolo nel governo della settima potenza mondiale, all’indomani delle votazioni, anziché esercitarsi a dei toni istituzionali  anziché provare a proporre delle riflessioni politiche sulle elezioni appena concluse, scrive questo post citando anche noi dove mette in luce tutta la sua mal celata insofferenza. Un politico che ha insultato la nostra gente e che con il suo partito, la Lega Nord, già Lega lombarda, già Lega Nord per l’indipendenza della Padania, poi tutto a un tratto Lega soltanto, ha impoverito la nostra terra per decenni, un politico che di fatto è il principale portavoce in Italia di razzismo e fascismo, noi continueremo a contrastarlo sempre, con la nostra musica e nelle strade. Siamo di nuovo pronti, per dirla tutta, ad andargliele a suonare direttamente a casa sua, come già abbiamo fatto l’anno scorso con il primo grande raduno antirazzista di Pontida, visto che a Napoli ha detto che non ci tornerà più (e sappiamo il perché). A questo proposito vorremmo brindare anche noi a Matteo Salvini dedicandogli un pensiero del filosofo francese Michel Montaigne che diceva che: Una vittoria non è tale se non mette fine alla guerra”.

Pungente la replica di Roberto Saviano che ha citato dalla serie televisiva dell’omonimo romanzo “Gomorra” un famoso dialogo tra Don Pietro Savastano e Ciro Di Marzio: “Sono io che comando” – dice Don Pietro porgendo a Ciro un bicchiere di vino in cui ha appena urinato e aggiungendo: “Bevi, fammi capire se mi posso fidare di te”.