Il ‘tradimento’ dai Di Lauro attraverso un omicidio, la storia del delitto De Lucia

Una prova di fedeltà per sancire la ‘girata’. Una prova che passava per un omicidio eclatante, di qualche personalità del clan Di Lauro di notevole caratura criminale. Accadeva anche questo durante la faida di Secondigliano e Scampia dove quelli che un tempo avevano militato con Paolo Di Lauro abbandonavano la ‘casa madre’ per aderire alla galassia scissionista. Accadde così anche per l’omicidio di Lucio De Lucia ‘cap e chiuov’, padre di Ugo uno dei killer di fiducia di Cosimo Di Lauro. Un delitto in cui sarebbero coinvolti i Maisto di Arzano, almeno stando alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio Caiazza. Dichiarazioni contenute nell’ordinanza relativa al duplice omicidio Maisto-Irollo in cui sono raccontate le motivazioni che hanno poi portato a quel duplice delitto.

«Cesare Pagano aveva scarsa fiducia nei fratelli Alessandro (nella foto) e Marco Maisto perchè poco propensi a sottostare agli ordini del Pagano evitando di partecipare agli incontri nei covi della compagine, indice questo di un possibile passaggio a gruppi avversi, in particolare ai Di Lauro,  ai quali erano già affiliati in passato ciò nonostante la prova di fedeltà resa da Marco Maisto che aveva partecipato all’omicidio di Lucio De Lucia, padre di Ugo esponente di spicco del clan Di Lauro». Questo particolare viene ribadito in un altro passaggio in cui Caiazza parlando della sera in cui avvenne il duplice omicidio (quello di Marco Maisto appunto e del ragazzo che era in sua compagnia) spiega: «Si trattava di Marco Maisto, soggetto che prima stava con i Di Lauro e si era da poco ‘girato’ con gli Amato-Pagano commettendo, in quella circostanza, per dare prova di fedeltà e di alleanza agli Amato-Pagano, l’omicidio di Lucio De Lucia. Mi riservo di tornare su questo omicidio che fu commesso una quindicina di giorni prima dell’omicidio Maisto».