Mentre Andrea Kimi Antonelli continua a stupire il paddock con una stagione da protagonista al volante della Mercedes, fuori dalla pista il giovane talento italiano è alle prese con una delicata vicenda giudiziaria destinata, con ogni probabilità, ad accompagnarlo ancora per diverso tempo.
Nelle ultime ore è emersa l’esistenza di una causa civile avviata presso il Tribunale di Bologna da Giovanni Minardi, il manager che seguì Antonelli fin dagli esordi nel karting e che contribuì in modo determinante alla sua crescita sportiva. La notizia, anticipata dal Corriere dello Sport e successivamente confermata da diverse testate nazionali, riguarda una controversia economica nata dopo la fine del loro rapporto professionale.
Secondo quanto ricostruito, Giovanni Minardi, figlio di Gian Carlo Minardi e fondatore della Minardi Management, individuò il talento di Antonelli nel 2014 durante una gara di kart disputata a Sarno. Da quel momento il pilota bolognese entrò a far parte della sua struttura manageriale, iniziando un percorso che lo avrebbe portato prima a entrare in contatto con la Ferrari e, successivamente, a essere inserito nel programma giovani della Mercedes nel 2019, anche grazie ai rapporti con Toto Wolff.
La collaborazione tra Antonelli e Minardi si è conclusa nel 2025, proprio nell’anno del debutto del pilota in Formula 1. Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa specializzata, Antonelli avrebbe esercitato il recesso unilaterale dall’accordo di gestione che lo legava al manager. Una decisione che avrebbe spinto Minardi a rivolgersi al Tribunale di Bologna, sostenendo di non aver ricevuto alcuni compensi previsti dal mandato di rappresentanza sottoscritto tra le parti.
Al momento non è stata emessa alcuna sentenza e il procedimento si trova ancora nella fase istruttoria. Le richieste avanzate dall’ex manager dovranno quindi essere valutate dai giudici, mentre le posizioni delle parti appaiono, almeno allo stato attuale, molto distanti e non sembrano emergere concreti spiragli per una soluzione extragiudiziale.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, la causa avrebbe un valore economico particolarmente elevato. Sebbene non sia stata resa nota la cifra esatta, si parla di una controversia da diversi milioni di euro, anche in considerazione dell’importante crescita degli introiti di Antonelli dopo il suo approdo in Formula 1 con la Mercedes.
Tra gli aspetti più rilevanti del procedimento c’è anche la possibile convocazione di alcuni testimoni di primo piano. Davanti al giudice potrebbero infatti essere ascoltati Toto Wolff, team principal e amministratore delegato della Mercedes F1, e Gwen Lagrue, storico responsabile del programma giovani della scuderia tedesca. Le loro eventuali testimonianze potrebbero contribuire a chiarire le circostanze che portarono Antonelli a entrare nella Mercedes Academy e a ricostruire i rapporti intercorsi tra il pilota, il suo entourage e la scuderia.
La vicenda, è bene precisarlo, riguarda esclusivamente un contenzioso di natura civile e non coinvolge in alcun modo l’attività sportiva o eventuali profili disciplinari. Antonelli continua infatti a concentrarsi sul campionato mondiale, mentre sarà il Tribunale di Bologna a stabilire se le richieste avanzate dall’ex manager siano fondate e meritevoli di accoglimento.

