Il dottor Saverio Piccolo è medico odontoiatra, fondatore e imprenditore sanitario attivo su tutto il territorio nazionale. Da anni si occupa non solo di cura odontoiatrica, ma anche di promuovere una cultura della prevenzione e dell’accesso consapevole alle cure, convinto che la salute orale sia una componente fondamentale del benessere generale e della qualità della vita. Attraverso la sua attività clinica e imprenditoriale lavora quotidianamente per rendere l’odontoiatria più vicina alle persone, più informata e meno legata all’emergenza. In questo contributo affronta il tema della prevenzione.
La salute della bocca viene ancora troppo spesso sottovalutata, eppure denti e gengive sono strettamente collegati al resto dell’organismo. Infezioni e infiammazioni del cavo orale possono avere ripercussioni sul sistema cardiovascolare, sul metabolismo e sulle difese immunitarie. Nonostante ciò, molte persone si rivolgono al dentista solo quando il dolore diventa insopportabile. È un’abitudine diffusa che rende le cure più complesse, più invasive e spesso più costose, quando invece una corretta prevenzione potrebbe evitare gran parte dei problemi.
Gli errori più comuni nella cura dei denti
Uno degli errori più frequenti è pensare che, in assenza di dolore, non esistano problemi. In realtà, carie, gengiviti e parodontiti possono svilupparsi in modo silenzioso per mesi o anni, senza dare sintomi evidenti. Quando il dolore compare, il danno è spesso già avanzato.
Anche l’igiene orale quotidiana viene spesso sottovalutata: spazzolamento frettoloso, uso scorretto dello spazzolino, assenza del filo interdentale o degli scovolini, affidamento a rimedi “fai da te”. Tutti comportamenti che riducono l’efficacia della pulizia e favoriscono l’accumulo di placca e batteri, aumentando il rischio di patologie dentali e gengivali.
Perché si rimanda la visita dal dentista
Paura, mancanza di tempo e scarsa informazione sono tra le cause principali. Molti adulti associano ancora la visita dentistica a esperienze negative del passato; altri tendono a ignorare segnali come il sanguinamento gengivale o l’alito cattivo persistente, considerandoli “normali”. In realtà, proprio questi piccoli segnali rappresentano campanelli d’allarme da non sottovalutare.
Secondo il dottor Piccolo, la bocca è una vera e propria sentinella della salute generale: ciò che accade a livello orale può riflettere o influenzare lo stato di tutto l’organismo. Prendersene cura significa, quindi, tutelare non solo il sorriso, ma anche il benessere complessivo.
Prevenzione: cosa possono fare famiglie, adulti e anziani
La prevenzione odontoiatrica inizia a casa, ogni giorno.
Per i bambini è fondamentale imparare fin da piccoli una corretta igiene orale e vivere la visita dal dentista come un’abitudine positiva, non come un momento legato al dolore o all’emergenza. Educazione, controlli regolari e piccoli gesti quotidiani possono fare una grande differenza nel futuro.
Gli adulti dovrebbero programmare visite di controllo una o due volte l’anno, anche in assenza di sintomi, e prestare attenzione a segnali come sensibilità dentale, sanguinamento delle gengive o alito cattivo persistente. Intercettare precocemente un problema significa intervenire in modo più semplice e conservativo.
Per gli anziani, soprattutto in presenza di protesi o impianti, la cura della bocca è essenziale per mantenere una corretta alimentazione, prevenire infezioni e migliorare la qualità della vita. Una bocca sana contribuisce a preservare autonomia, comfort e relazioni sociali.
Investire oggi per la salute di domani
Prendersi cura della propria salute orale non è solo una questione estetica: è una scelta di prevenzione che riguarda tutte le età. Intervenire in tempo significa ridurre il rischio di patologie importanti, contenere i costi delle cure e migliorare il benessere generale.
Come sottolinea il dottor Piccolo, cambiare abitudine è possibile. Controlli regolari, una corretta igiene quotidiana e una maggiore consapevolezza del ruolo che la bocca ha nella salute permettono di evitare di arrivare dal dentista “troppo tardi” e di considerare la prevenzione come il primo vero atto di cura.


