“Oggi non è un giorno di soddisfazione, né di sollievo”. Comincia così il commento di Chiara Tramontano, sorella di Giulia, alla decisione della Corte di Cassazione di procedere a un nuovo giudizio d’appello nei confronti di Alessandro Impagnatiello per l’omicidio della 29enne originaria di Sant’Antimo.
La sorella di Giulia Tramontano: “Dietro l’omicidio disegno lucido, finalmente lo Stato lo riconosce”
“Nessuna famiglia – dice – può sentirsi felice quando la giustizia fa il suo corso per un femminicidio. Non esiste una vittoria in tutto questo. Esiste solo la consapevolezza che, almeno sul piano giudiziario, non siamo completamente soli. Perché il dolore, quello vero, si combatte ogni giorno in solitudine. Si sopravvive, più che vivere. Ma sapere che lo Stato riconosce la gravità di ciò che è accaduto è fondamentale. È un segnale che non stiamo combattendo invano”.
Chiara sottolinea in particolare un aspetto: “Oggi viene finalmente riconosciuto ciò che per noi è stato chiaro fin dal primo momento: dietro questo omicidio c’era un disegno lucido, premeditato, costruito nel tempo. C’era la volontà precisa di cancellare mia sorella dalla faccia della terra. E questo deve essere detto con chiarezza. Per troppo tempo abbiamo assistito a tentativi di riscrivere la realtà, a strategie difensive che hanno cercato di ridurre, confondere, deresponsabilizzare. Non possiamo ignorare il fatto che il cognome Impagnatiello è quello di un omicida, un bugiardo, un truffatore, che cerca costantemente di sottrarsi alla verità e alla giustizia”.
“Questa non è solo una battaglia giudiziaria. È anche una questione morale – si conclude il messaggio di Chiara –. È la storia di una famiglia che ha dovuto combattere non solo contro un crimine atroce, ma anche contro tutto ciò che ha cercato di negarlo, minimizzarlo, nasconderlo. Noi continueremo a esserci. Per Giulia. Per la verità. E per tutto ciò che non deve più accadere”.
Omicidio Giulia Tramontano, Ia Cassazione: Impagnatiello deve fare un nuovo processo d’Appello

