Svolta nelle indagini sull’aggressione avvenuta nella serata di ieri nei pressi dello stadio comunale di Marano, in via Falcone. I carabinieri della stazione locale hanno identificato e rintracciato il presunto responsabile dell’accoltellamento di due minorenni: si tratta di un 15enne incensurato, denunciato con l’accusa di lesioni aggravate. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio sarebbe nato da un diverbio tra coetanei scoppiato nelle vicinanze delle giostrine, un luogo solitamente frequentato da giovani. La lite, per motivi ritenuti banali, è poi degenerata in violenza.
Le vittime, due cugini di 16 anni originari di Mugnano di Napoli, sono rimaste gravemente ferite. Uno dei due è stato colpito con almeno sei fendenti ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Pozzuoli; l’altro, ferito con tre coltellate, è stato ricoverato nel pronto soccorso di Giugliano in Campania. Le loro condizioni hanno destato forte preoccupazione sin dalle prime ore. In un primo momento si era parlato di un possibile regolamento di conti, ipotesi poi smentita con il proseguire delle indagini. Dopo l’aggressione, il 15enne si era dato alla fuga, ma è stato rintracciato in breve tempo grazie al lavoro dei carabinieri, che hanno avviato immediatamente le ricerche. Restano ora da chiarire nel dettaglio la dinamica e le responsabilità.
La parole di un amico della vittima
Ai microfoni di InterNapoli è intervenuto un giovane che conosceva le vittime dell’aggressione: “I ragazzi accoltellati li conoscevo di persona. Sono bravi ragazzi, ragazzi come noi, che erano qui per divertirsi. Io me ne sono andato cinque minuti prima che succedesse tutto questo. E’ stato raccontato dai miei amici che sono stati accoltellati. E loro erano venuti qui per vedere un po’ la situazione com’era. Mi dispiace molto per questi ragazzi e spero che si riprendano presto. Alla fine erano qui per divertirsi come tutti noi. Non lo so se conoscevano l’aggressore, però queste sono cose che tra noi ragazzi non dovrebbero capitare. Comunque siamo ragazzi giovani, facendo queste cose possiamo anche rovinare una carriera”.
Le dichiarazioni di Stefania Fanelli, consigliera uscente del Comune di Marano
Stefania Fanelli, consigliera uscente del Comune di Marano: “Ho sentito da poco la mamma, la quale mi ha detto che sta meglio, però è ancora sotto osservazione, perché hanno trovato una macchiolina di sangue in testa, seppur piccola, però giustamente i medici lo vogliono tenere sotto osservazione. C’è da dire una cosa, perché la famiglia ci ha tenuto anche a smentire una notizia che era apparsa nelle prime ore sulla stampa, dove si diceva che si fosse trattato di un regolamento di conti, ma in realtà non è così, e a volte si passa attraverso un processo che si chiama vittimizzazione secondaria, si è vittime due volte, quindi la famiglia oltre a tenere il dolore e la preoccupazione deve combattere anche queste false narrazioni. C’è da dire che negli ultimi anni la violenza minorile è in aumento in una maniera esponenziale, spesso accompagnata anche da una violenza digitale che travolge queste giovani generazioni, e perché sempre di più questi ragazzi pensano che la loro difesa sia attraverso l’uso delle armi.
C’è da dire quello che noi pensiamo, che per quanto bisogna invocare il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, ma un’azione repressiva non è assolutamente sufficiente seppur necessaria. Occorre veramente investire nelle educative territoriali, perché spesso queste baby gang, queste pratiche violente da parte dei ragazzi si annidano lì dove c’è abbandono scolastico o c’è abbandono proprio dalla rete di comunità, quindi investire nell’educazione territoriale, nei luoghi di aggregazione, nei luoghi di socialità, e poi spesso avvengono nei luoghi, seppur qua c’è una scuola, anzi ce ne sono diverse nella zona, nei luoghi bui, abbandonati, per cui questa piazza deve tornare ad essere vissuta come tutte le piazze, perché lì dove i luoghi sono abbandonati e lì diventa terreno fertile per azioni criminose di ogni genere, dal male affare alla violenza criminale, perché di violenza criminale si tratta delle giovani generazioni”.
