L’area Est di Napoli si ribella: “No all’impianto di compostaggio, pronti alle barricate”

NAPOLI – No all’impianto di compostaggio di in via De Roberto perché «non c’è «nessuna messa in sicurezza di un territorio altamente inquinato in spregio alla salute collettiva di un’area ad alta densità abitativa» e situata «a ridosso di centinaia di silos di stoccaggio per idrocarburi nonché di strutture per la depurazione dell’acqua nella periferia orientale». I comitati della zona Est s’oppongono al progetto per la realizzazione di quello che loro definiscono un «biodigestore anaerobico» capace di trattare 40.000 tonnellate di umido. Secondo i cittadini che ogni martedì fanno il punto della situazione riunendosi ad Officina 99, la nascita dell’impianto darebbe vita ad «un tragico spreco della frazione umida con un aumento esponenziale del traffico, di miasmi ed emissioni inquinanti»; mentre appare necessaria una «messa in sicurezza dei terreni inquinati del napoletano e del casertano» con «miasmi, odori ed emissioni inquinanti». Il progetto messo in cantiere per l’impianto di compostaggio in via De Roberto è quello inserito nella delibera di proposta 694/2017 per utilizzare circa 27 milioni di euro dei 40 milioni totali messi a disposizione dalla Regione Campania attraverso le risorse Fsc 2014/2020. L’impianto, è previsto tratti un massimo di 40.000 tonnellate di frazione umida. Altri due siti sono stati individuati, ma per ora si è ancora nella fase embrionale, in altri due punti della città: l’area di Fuorigrotta nella zona Ovest e a Chiaiano nell’area Nord.

La VI Municipalità Barra/Ponticelli/San Giovanni a Teduccio tenne un consiglio municipale dinanzi la sede di via Verdi al Comune di Napoli per chiedere certezze sul basso impatto ambientale del sito per il trattamento dell’umido. Parlando questa mattina ad Internapoli.it a margine della giornata di celebrazione della Polizia municipale alla chiesa del Volto Santo ai Ponti Rossi, è giunta la rassicurazione del vicesindaco con delega all’ambiente Raffaele Del Giudice. «Abbiamo chiarito come non è intenzione di nessuno far gravare tutto il peso per il trattamento dell’umido a Napoli Est. Chi parla di biodigestore sbaglia, perché l’unico termine adatto a quanto sarà realizzato lì è l’impianto di compostaggio. Sono pronto, se loro lo vorranno, ad incontrare i cittadini e spiegare quanto in realtà già abbiamo chiarito. L’alternativa, è la costruzione di un inceneritore». Ma dai comitati storcono il naso: c’è «una completa assenza di informazione nei confronti degli abitanti da parte delle amministrazioni comunale e regionale. Non ci faremo prendere in giro, specialmente in questo periodo di campagna elettorale».