Lasciano Ercolano per vivere a Portici, Massimo e Antonietta: “Vogliamo dare un futuro a nostro figlio autistico”

Vivere una vita dignitosa, insieme ai propri coetanei. Con il diritto a star bene anche nel preparare un caffè o nel ripulire gli ambienti da cartacce, semplici attività di vita quotidiana che favoriscono l’inclusione sociale. È il desiderio di Massimo e Antonietta, marito e moglie, che nove mesi fa hanno deciso di lasciare la città di Ercolano ( Napoli) dove vivevano per trasferirsi a pochi metri nella vicina Portici, nella speranza di offrire una prospettiva di vita migliore al proprio figlio Luca (nome di fantasia, ndr), adolescente affetto da una forma severa di disturbo dello spettro autistico.

A scuola Luca «va con piacere – raccontano – viene seguito da un gruppo di insegnanti e dal dirigente scolastico, tutti molto professionalì e socializza con i coetanei». Durante l’anno, il tempo è scandito dalle terapie di logopedia e riabilitazione tre volte alla settimana, per due ore, che aiutano a farlo stare meglio. Ma il problema è rappresentato dal periodo estivo. Ora che non ci sono lezioni perchè la scuola, luogo di socializzazione oltre che di studio, è chiusa per Luca le giornate si fanno più complicate. «La mattina dopo le ore di riabilitazione in Istituto dove lo accompagniamo con i nostri mezzi o con il pullman è triste vederlo su un letto a giocare con lo smartphone e per farlo distrarre lo portiamo in pomeriggio in piazza a fargli sentire il suono delle campane della chiesa. Ormai lo conoscono come il signore delle campane» raccontano i genitori.

«Il nostro desiderio è che in questi giorni d’estate, possa partecipare ad un campetto di calcio estivo o svolgere attività che lui, insieme ad altri ragazzi della sua età, ha svolto per un periodo in una cooperativa assistenziale come la preparazione di caffè, lavaggio di ortaggi, attività che segue benissimo». A febbraio di quest’anno i genitori hanno depositato al Comune di Portici la richiesta per ottenere dall’Asl una visita che consente il rilascio di un assegno di cura. «Stiamo aspettando che dall’Asl ci chiamino» dicono «non importa quanto otterrà nostro figlio ma quei soldi serviranno a rendergli felice la vita, a gustarsi un gelato, a divertirsi nei parchi e svolgere attività di svago come fanno tutti alla sua età».

Al momento Luca prende 500 mensili «di accompagno» ma la speranza è che possa vivere una vita dignitosa e soprattutto felice. Per questo, il trasferimento a Portici rappresenta la speranza di una nuova vita. Il 2 aprile, in occasione della Giornata Internazionale sulla consapevolezza dell’Autismo, la famiglia era presente al completo in piazza San Pasquale dove, su volontà dell’ amministrazione comunale di Portici, fu piantato un albero dal quale sbocceranno fiori blu. «Un giorno molto bello dove il sindaco Vincenzo Cuomo ha detto ‘i disabili in questa città non saranno più ultimì e noi confidiamo in queste parole. A Portici ci aspettiamo che la vita di nostro figlio possa cambiare al meglio. Purtroppo ancora oggi i disabili non si vedono. Ci sono ancora tanti Luca intorno a noi».

A seguire la famiglia di Luca è Melania Capasso, avvocato, consigliera comunale Pd a Portici che dice: «Il mio supporto alla famiglia di Luca scaturisce dal fatto che quotidianamente le famiglie di tanti bambini e ragazzi autistici riscontrano numerosi ostacoli sociali, sanitari e istituzionali. Tanta volontà, coraggio e dignità accompagna loro nel cammino per cercare di migliorare la qualità di vita dei propri figli. Il nostro dovere istituzionale è essere vicino a chi ha bisogno di più attenzione e di cure costanti mettendo in campo tante attività di sensibilizzazione, di informazione e di sostegno. #invisibilimaipiù è l’hastag nato per il primo evento svoltosi nel Comune di Portici per la giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo».