Sono stati 204 in media gli accessi al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli nella scorsa settimana a causa dei malori legati alle ondate di caldo di questi giorni, con punte fino a 37 gradi centigradi a Napoli.
Questi i dati del report tecnico aggiornato a ieri, lunedì 20 luglio. Di questi, oltre 80, pari al 40 per cento, sono pazienti gravi, classificati al triage dell’accettazione come codici rossi e arancioni. Il resto sono azzurri, verdi e qualche bianco.
A riportare dati e interviste, Fanpage.
Le ondate di calore mietono vittime a Napoli, 204 ricoveri al Cardarelli in una settimana
Nel complesso si tratta di un aumento di circa il 15 per cento rispetto agli accessi dello stesso periodo di luglio dell’anno scorso. Il Comune di Napoli e l‘Asl Napoli 1 Centro hanno approntato un piano anti-caldo, che prevede anche numerosi consigli per i cittadini, in particolare i più fragile (anziani over 65 anni, bambini, pazienti cronici e oncologici) per fronteggiare l’afa asfissiante di questi giorni, che dovrebbe proseguire fino a domani. Fondamentale, soprattutto, assicurare l’idratazione, quindi bere molta acqua ed evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.
Situazione analoga si vive anche al CTO dei Colli Aminei, afferente all’Ospedale dei Colli. “Dall’inizio dell’ondata – spiega Mario Guarino, vice presidente nazionale SIMEU, nonché direttore del pronto soccorso del CTO – registriamo un 15% in più di accessi. Ma, come ho sottolineato in sede di tavolo ministeriale, il dato numerico è meno importante del peso specifico del problema. Il tema è il carico assistenziale. Il calore incide maggiormente sui pazienti più fragili, pluripatologici e pluritrattati farmacologicamente. Di fatto perdono quel labile equilibrio per mancata riconciliazione farmacologica da parte del territorio (medici di famiglia e specialisti ambulatoriali) alla luce del cambio di clima. Basti pensare ai diuretici, agli antipertensivi. Di fatto, pazienti anziani, con demenza, scompenso cardiaco, oncologici, insufficienza respiratoria e renale cronica, peggiorano e vengono in Pronto Soccorso”.
Quali soluzioni possibili? Secondo Guarino, “basterebbe considerare il calore come l’influenza e lavorare sulla prevenzione attraverso i controlli e la revisione tailored dei farmaci. Inoltre il Pronto Soccorso è una finestra sempre spalancata sulle fragilità sociali: homeless, anziani soli, indigenti che non hanno la possibilità di avere un condizionatore o, peggio ancora, di sostenere le spese della bolletta una volta acceso, vengono nell’unico luogo aperto h24 con la certezza di trovare qualcuno che li accoglie. La medicina d’urgenza è, ormai da anni, la medicina delle necessità”.

