Le stese dei ribelli della ’44’ partivano da Secondigliano, parla Genny Carra

E’ un vero fiume in piena Genny Carra, ex ras del clan Cutolo e da qualche mese collaboratore di giustizia che sta svelando fatti e misfatti della mala dell’ala flegrea. Nei verbali (anticipati da Il Roma) l’ex ras ha chiarito l’origine della faida al rione Traiano. Non solo ha fatto i nomi di coloro che si opposero al potere del boss Francesco Petrone dando il via alla scissione dal clan Puccinelli, da trent’anni cosca dominante della zona. Carra in particolare si è concentrato sul ruolo di Salvatore Lazzaro, Emanuele Manauro, Gennaro Cozzolino e Salvatore Basile. Era questa la batteria dei ‘ragazzi terribili’ che chiedeva più autonomia e che fu responsabile della ‘scissione’. Dopo aver sottratto armi e droga al clan i ribelli si recarono da Gennaro Cesi, noto narcos dell’area.

Il racconto di Genny Carra

«Gli scissionisti volevano un consiglio da Cesi, il quale preferì però mandarmi subito a chiamare. Capite le loro intenzioni di costituire un gruppo autonomo e avere in gestione una piazza di spaccio nel rione Ises. Ciò in cambio della restituzione delle armi e della droga ai Puccinelli-Petrone, dissi loro che la cosa non mi stava bene». Secondo il racconto di Carra quest’ultimo provò a mediare ma non vi fu verso di far ragionare i ribelli. «A quel punto se ne andarono e si appoggiarono presso la Masseria Cardone. Da lì partivano e facevano incursioni sparando principalmente nelle piazze di spaccio del rione Ises. Questo fino a quando non sono stati arrestati».

L’inizio della faida

«Una sera, mentre ero con Lazzaro, Manauro, Cozzolino e Basile “cozzecanera” da “Agostino”, un chiosco che si trova di fronte allo “Chalet Delle Rose” a Mergellina, arrivò Francesco Petrone in auto e iniziò a inveire contro di loro dicendogli che invece di perdere tempo dovevano andare a lavorare nelle piazze di spaccio. Io mi trattenni con Petrone cercando di calmarlo e dicendogli che erano ragazzi validi e non andavano tratti in quel modo. I quattro invece andarono via. Capii subito che avevano brutte intenzioni». Fu quello l’inizio della scissione che insanguinò per due anni l’area flegrea determinando un riposizionamento radicale degli assetti in campo culminato con il maxi blitz che scompaginò il clan Puccinelli-Petrone. (leggi qui)

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