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sabato, Maggio 21, 2022
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L’ombra della Vanella sull’omicidio del ras dei Di Lauro


Nemmeno un mese dopo l’omicidio di Ciro Cortese ’o gorilla”, il fratello Luca, pentito dall’anno precedente, esternò agli inquirenti della Dda i suoi sospetti sulla Vanella. Il 27 aprile 2015 ci fu l’agguato a Casavatore, il 26 maggio il pentito disse:«Escludendo gli Amato-Pagano, cui era affiliato mio cognato Carmine Cerrato, posso pensare che solo la Vanella abbia potuto uccidere mio fratello». Il movente del delitto starebbe in uno “sgarro” nell’ambito dei traffici di droga. Lo stesso ambiente malavitoso frequentato da Ciro Cortese quand’era legato al clan Di Lauro prima di passare con gli “scissionisti” e i nuovi alleati, tra i quali gli affiliati alla Vanella Grassi».

Ec-co cosa mise a verbale Luca Cortese e come riportato dal Roma: «Mio fratello Ciro è entrato a far parte del clan della “Vinella” per l’intervento di Rosario Guarino detto “Joe banana”, cheè imparentato con noi. Quando quest’ultimo iniziò a collaborare con la giustizia, mio fratello era molto preoccupato. Non mi par-lò mai invece della collaborazione dei Leonardi, ma in effetti non ci fu mai occasione». Il 27 aprile 2015 Ciro Cortese “”o gorilla” si trovava nel bar sotto la sua abitazione, nei pressi del parco Acacie a Casavatore, quando entrarono in azione i killer». Come movente, gli investigatori pensano a uno “sgarro” ma-turato in particolare per una vicenda di droga, l’affare principale della “Vinella”. Non devono meravigliare troppo,sostengono investigatori e inqui-renti che hanno seguito negli an-ni le vicende di camorra di Secondigliano e Scampia, i passag-gi di casacche dai Di Lauro agli Amato-Pagano e alla Vanella.

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