Morte del piccolo Samuele, il racconto del vicino: «Mariano diceva di avere il diavolo in corpo»
Morte del piccolo Samuele, il racconto del vicino: «Mariano diceva di avere il diavolo in corpo»

Sono passati diversi giorni dalla morte del piccolo Samuele e Napoli vive ancora nel dolore per l’immensa tragedia che ha sconvolto tutta la comunità. A distanza di tempo, inoltre, sono arrivate anche la parole di un commerciante che lavora nella zona accanto ai familiari del piccolo. Parole e racconti su Mariano Cannio, il domestico accusato del brutale omicidio. “Ad un tratto l’ho preso in braccio e sono uscito fuori al balcone. Giunto all’esterno con il bambino tra le braccia mi sono sporto ed ho lasciato cadere il piccolo. Ho immediatamente udito delle urla e mi sono spaventato consapevole di essere la causa di quello che stava accadendo”. Queste le ammissioni dell’accusato, che dopo il folle gesto ha ammesso inoltre di aver mangiato una pizza alla Sanità.

Il commerciante che conosceva Mariano Cannio: «Un giorno mi disse di avere il diavolo in corpo…»

A seguito di quelle confessione, sono poi arrivate le parole del commerciante intervistato da Anna Paola Merone del ‘Corriere della Sera’.“La madre era malata di nervi, il padre era un notissimo ladro di case. Io Mariano lo vedevo ogni giorno, era un ragazzo molto noto. Un tipo strano? Decisamente, ma eravamo abituati a vederlo così. Lavorava nelle case per cercare di guadagnarsi qualcosa e alla fine si era conquistato la fiducia di tutti”.

“Un giorno aveva uno sguardo stravolto. Gli chiesi se stesse bene. Mi guardò fisso e mi disse ‘io ho il diavolo dentro’ con uno sguardo allucinato. Al momento pensai a una delle sue tante stravaganze ma ad oggi quelle parole mi logorano”.

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