Messico terra maledetta per i napoletani, 2 morti e 3 scomparsi

Si continua ad indagare sulla morte di Salvatore de Stefano che è avvenuta in un ristorante italiano a Città del Messico. Come riportato dalle testate locali il napoletano avrebbe venduto generatori elettrici cinesi spacciandoli per tedeschi.

Il 35enne era in compagnia del cugino e dell’amico quando è stato freddato, il sito messicano ‘La Silla Rota’ ha pubblicato l’immagini della videosorveglianza in cui ci sarebbe il sicario:   due si sarebbero rifiutati di parlare con i magistrati. Una  triste sorte è capitata abcge Alessandro De Fabbio ucciso a Zacatecas a otto chilometri dalla strada provinciale Tepechitlan-Teul de Gonzalez Ortega.

Il settore dell’import ed export di macchinari è anche quello in cui erano impegnati Vincenzo Cimmino, Raffaele e Antonio Russo, i tre napoletani scomparsi nel gennaio del 2018 in Messico. Secondo le autorità locali, che nel febbraio dello scorso anno arrestarono 4 agenti della polizia di Tecalitlan sospettati di aver fermato i tre per consegnarli ad un gruppo armato, i tre italiani erano dediti alla vendita di prodotti contraffatti. La loro scomparsa è avvenuta in una zona considerata un feudo del Cartel Jalisco Nueva Generación, una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico, dove non è raro che gli agenti della polizia locale agiscano al servizio di tali gruppi.