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Foto di Messina Denaro

Convalidato il fermo di Vincenzo Spezia, fedelissimo del boss Matteo Messina Denaro e capomafia di Campobello di Mazara. Il 58enne è finito in cella per violenza sessuale nei confronti di tre bambini. Il gip di Marsala ha disposto per Spezia la misura della custodia cautelare in carcere.

Fermo deciso dalla Dda che intercettava il mafioso nell’ambito delle indagini per la cattura del padrino latitante. L’Antimafia ha avuto prova dalle registrazioni delle violenze subite da tre piccole vittime, due bambini e una bambina. Al momento solo due maschietti finora sono stati identificati.

LE INDAGINI SU VINCENZO SPEZIA

Le violenze sessuali sarebbero avvenute in campagne isolate. Il boss fedelissimo di Messina Denaro, in una delle conversazioni, avrebbe detto alla vittima che l’avrebbe portata nella sua casa vicino al mare. Secondo gli inquirenti il bambino sarebbe stato psicologicamente condizionato.

Le intercettazioni depositate il 20 aprile. Ore di registrazioni che i carabinieri del Ros cominciarono a riascoltare scoprendo che alle attività mafiose aggiungeva gli abusi sui bambini. Inoltre il pm Francesca Dessì e il procuratore aggiunto Paolo Guido in poche ore disposero il fermo del capomafia. Dopo aver svolto gli atti urgenti, il fascicolo venne trasmesso alla Procura di Marsala, competente per territorio visto che non si tratta di reati di mafia per cui per legge indaga la Dda. I carabinieri proseguiranno nell’ascolto delle intercettazioni per accertare se ci siano stati altri abusi.

I RAPPORTI CON IL BOSS MESSINA DENARO

Vincenzo Spezia scarcerato nell’estate del 2019 dopo aver scontato una condanna a 21 anni per droga e mafia. Da allora i magistrati della Dda cominciarono a intercettarlo alla luce dei suoi strettissimi legali del boss con Messina Denaro. Ascoltando alcune registrazioni sono venuti fuori diversi episodi di abusi sui minori. Una decina di incontri con tre bambini: due maschietti di 9 anni e una bambina più piccola.

Infatti lo stavano intercettando per arrivare al superlatitante boss Matteo Messina Denaro. Ore di registrazioni che i carabinieri del Ros ha cominciato a riascoltare scoprendo che alle attività mafiose aggiungeva gli abusi sui bambini. Riscontrate, dunque, condotte gravissime che indussero il procuratore aggiunto della Dda di Palermo Paolo Guido a disporre il fermo di Vincenzo Spezia.

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