Falsa partenza metro 1: tornano i treni a Piscinola ma si fermano a Dante

Riaprono le 3 stazioni di Piscinola, Chiaiano e Frullone dopo 20 giorni d’attesa a seguito dell’incidente ferroviario, ma scatta subito la limitazione sino a Dante. Da questa mattina, giorno benedetto da tanti pendolari soprattutto dell’area a Nord di Napoli che possono tornare ad utilizzare le tre fermate chiuse da metà gennaio, i convogli dell’Anm stanno viaggiando soltanto nella tratta Piscinola-Dante senza prolungare alle stazioni di Toledo, Municipio, Università e sino all’altro capolinea di Garibaldi. Per cercare di ovviare al disagio, Anm ha attivato il bus sostitutivo 602 per coprire la tratta Dante-Garibaldi. Dunque, quanto in molti temevano alla vigilia della riapertura di Piscinola, Chiaiano e Frullone si è verificato: con al massimo 8 treni anziché 9 arruolabili per svolgere il servizio della Collinare – dei 3 treni scontratisi a metà gennaio ne sono stati recuperati al momento solo 2 mentre il terzo resta inutilizzabile – la circolazione sconta i soliti problemi, già vissuti praticamente ogni giorno dagli utenti. Una limitazione superata soltanto dalle 13.40 ma che non basta a calmare il vicesindaco con delega ai Trasporti Enrico Panini che critica l’Azienda Napoletana Mobilità. «Quanto accaduto con la limitazione della tratta della metropolitana da Piscinola a piazza dante è inaccettabile. È inaccettabile che solo questa mattina l’Amministrazione venga a sapere, contrariamente a quanto comunicato fino a poche ore prima, che una unità di trazione non ha ancora la certificazione Ustif e, pertanto, non può circolare. Inaccettabile – dice ancora Panini – che, nonostante le richieste fatte, il call center, la pagina Fb ed il sito internet di Anm non siano presidiati il sabato e la domenica lasciando migliaia di cittadini privi delle più elementari informazioni. Questa, per quanto ci riguarda, è l’ultima volta che la città viene trattata in questo modo». Scarica le responsabilità sull’azienda rispetto a quanto successo anche il sindaco Luigi de Magistris. «Chiedete all’azienda. Io in questi giorni mi sono impegnato in modo incredibile per fare riaprire la tratta perche’ si rischiava una chiusura di 60 giorni. È stato fatto un lavoro molto importante con la magistratura e con il ministro dei trasporti de Micheli che si è dimostrata molto attenta».

Dai responsabili del trasporto su ferro dell’Anm, partecipata del Comune di Napoli che gestisce il servizio pubblico di trasporto cittadino, parlano di richiesta di riserva da parte di un convoglio e di problemi tecnici ad un altro. Alcune organizzazioni sindacali, già di solito critiche con l’azienda, tornando ad attaccare l’azienda. «Un intervento del tutto inaspettato – afferma infatti Adolfo Vallini dell’esecutivo Usb Lavoro Privato – che giunge a poco ore dall’annunciata riapertura del servizio sull’intera tratta della metro collinare con l’impiego di otto treni. Evidentemente gli sforzi finora fatti per riportare il trasporto pubblico in città ad una condizione di “indecente normalità” non sono stati sufficienti. Manie di megalomania a parte, la verità sui continui disservizi sta nel fatto che i treni sono vecchi e quindi faticano a stare in esercizio, mentre la tecnologia in uso andrebbe riammodernata attraverso fonti di finanziamento per trovare soluzioni coerenti».