Ha confessato sostenendo di aver agito perché aveva bisogno di denaro per sostenere le spese del funerale della madre. È questa la versione fornita da Angelo Paone, 32 anni, pluripregiudicato, arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Nella giornata successiva all’arresto, il Tribunale di Napoli Nord, all’esito dell’udienza di convalida, ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Paone è assistito dall’avvocato Dario Carmine Procentese. L’arresto è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di Afragola durante un servizio di controllo del territorio. I poliziotti, mentre transitavano in via Giacomo Matteotti, a Casoria, hanno notato uno scooter con a bordo il 32enne che, alla vista della pattuglia, avrebbe accelerato nel tentativo di sottrarsi al controllo, nonostante l’alt intimato dagli operatori.
Ne è nato un breve inseguimento, al termine del quale l’uomo avrebbe abbandonato il mezzo cercando di fuggire a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dagli agenti. Durante il controllo è stato trovato in possesso di 19 involucri di marijuana per un peso complessivo di circa 25 grammi, quattro stecche di hashish del peso di circa 8 grammi e 145 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio. Le successive verifiche hanno portato gli investigatori a un’autovettura parcheggiata nelle vicinanze, aperta con una chiave trovata nella disponibilità dell’indagato. All’interno del veicolo sono stati rinvenuti circa 960 grammi di marijuana e circa 870 grammi di hashish.
La perquisizione è stata poi estesa all’abitazione del 32enne, dove gli agenti hanno sequestrato altre dosi di marijuana, per un peso di circa 7 grammi, 17 munizioni detenute abusivamente e materiale ritenuto utile al confezionamento della sostanza stupefacente. Oltre all’accusa di detenzione ai fini di spaccio, l’uomo è stato denunciato per detenzione abusiva di munizioni e per guida con patente revocata, violazione che, secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbe stata reiterata nel biennio.
Nel corso dell’interrogatorio, Angelo Paone ha ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di aver intrapreso l’attività di spaccio perché aveva urgente necessità di reperire il denaro necessario per pagare il funerale della madre. Una versione che è stata acquisita agli atti del procedimento e che sarà valutata dall’autorità giudiziaria nelle successive fasi del processo. Si ricorda che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve ritenersi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
