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“Mò che esce zio appariamo”, il ritorno di ‘Zecchetella’ rimise in corsa il clan Giuliano

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Un capo riconosciuto. Temuto. Considerato. Tanto che in un’intercettazione uno dei suoi nipoti, stanco dei comportamenti di un altro parente, dichiara apertamente: ”Mo’ che esce zi Gigin appariamo e ci sediamo ad un tavolo”. La scarcerazione di Luigi Giuliano ‘Zecchetella’ coincise con la ripresa, a pieno regime, del gruppo che porta il suo nome delle attività criminali a Forcella.

Il ruolo di Zecchetella nel clan Giuliano

Un ruolo che il capoclan ha saputo ritagliarsi nuovamente con discrezione e senza dare nell’occhio così come spiegato dal collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano ‘o Russ che ha rivelato ai magistrati come suo zio si avvalesse del ruolo dei figli per conoscere ciò che accadeva sul territorio e come muoversi: ”Quando io sono uscito dal carcere e poi sono
tornato a Forcella Ciro Giuliano ha partecipato al clan poiché fa parte della famiglia essendo figlio, come ho detto, di Luigi Giuliano a’zecchetella. Sebbene il padre non voleva che lui partecipasse alle attività criminali della famiglia, vi partecipava ugualmente, mantenendo però un profilo basso, in particolare, occupandosi del pagamento delle c.d. mesate alle famiglie degli affiliati detenuti, ovvero dei fratelli, dei cugini, oltre che
del padre tuttora detenuto. Il fratello Daniele è stato invece condannato per la partecipazione alla paranza dei bambini. Attualmente lui, suo fratello Daniele, che è uscito dal carcere, ed Enzuccio o’sudore, che è un parente di Ciro e dei suoi fratelli, sono coloro che stanno gestendo il clan. Mio cugino Ciro veniva sempre messo al corrente di tutte le attività del clan e ha partecipato anche ad alcune riunioni con altri gruppi criminali e in particolare con i Contini, organizzando il primo incontro che io ho avuto con tale clan in un garage. Come ho detto, sebbene Ciro Giuliano mantenesse un profilo basso, veniva sempre messo al corrente di tutte le nostre decisioni e , in particolare, dei nostri legami con i Mazzarella e del discorso che noi stavamo facendo con il clan in quanto noi, come gruppo, ci tenevamo ad informarlo di quello che stavamo facendo, anche con i Mazzarella, affinché lui riportasse al padre e ai suoi fratelli ‘i rapporti che si stavano creando’. La ragione per l a quale ci tenevamo ad informarli dei nostri rapporti era dovuta a l fatto che il vecchio clan GIULIANO e poi la paranza dei bambini odiavano i Mazzarella con i quali ci sono sempre stati rapporti conflittuali già dalla fine degli anni 90, degenerati poi, nel 2004, quando io ho subito u n agguato. Le ragioni del contrasto erano determinate dalla supremazia che tanto i Giuliano quanto i Mazzarella intendevano esercitare su Forcella, che poi culminò con l’agguato ai miei danni che, come ho detto, avvenne nel 2004”.

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