Una foto conferma quanto già emerso nei giorni scorsi: il cuore destinato al piccolo Domenico sarebbe stato trasportato in un contenitore di plastica rigida, simile a quelli utilizzati per mantenere fresche le bevande.
Il box, di colore blu con manico arancione, reca la scritta a pennarello “S. OP. C. CHPED”, acronimo di Sala operatoria Cardiochirurgia pediatrica. È lo stesso contenitore utilizzato dall’equipe del Monaldi recatasi a Bolzano per l’espianto.
Secondo una prima analisi, tuttavia, il problema non sarebbe legato esclusivamente alla tipologia del contenitore. Il punto cruciale riguarderebbe il refrigerante impiegato: ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature fino a -80 gradi, anziché ghiaccio tradizionale, che consente di mantenere l’organo in ipotermia controllata tra 0 e 4 gradi.
Un’escursione termica eccessiva che potrebbe aver compromesso l’integrità del cuore prima del trapianto.
Sarà ora l’incidente probatorio a stabilire se il deterioramento dell’organo sia effettivamente riconducibile a questa scelta tecnica.


