HomeCronacaMorto Nitto Santapaola, era tra i boss più pericolosi di Cosa Nostra

Morto Nitto Santapaola, era tra i boss più pericolosi di Cosa Nostra

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Nitto Santapaola è  morto a 87 anni presso l’Ospedale San Paolo di Milano, per cause naturali. Si tratta di uno dei boss mafiosi più potenti e sanguinari di Cosa Nostra che era detenuto al 41 bis nel carcere di Opera. Il ricovero in nosocomio era avvenuto il 25 febbraio. La procura di Milano ha disposto l’autopsia.

Ritenuto il mandante di stragi e omicidi, incluso l’attentato di Capaci del maggio 1992 in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. Venne arrestato all’alba del 18 maggio 1993 in un casolare a Mazzarrone, nel catanese, dopo 11 anni di latitanza.

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Santapaola è stato il reggente della famiglia catanese di Cosa Nostra per lunghi anni, venendo riconosciuto dai collaboratori di giustizia come il capo provinciale all’interno della Commissione.

RESOCONTO DELL’INCONTRO CON IL PREFETTO DI CATANIA MARIA CARMELA LIBRIZZI, PRESSO LA PREFETTURA DI CATANIA: FEBBRAIO 2024

La città di Catania e la provincia si caratterizzano per la presenza di grosse organizzazioni
criminali, che sono autoctone al territorio. Sono organizzazioni molto forti, sono circa nove famiglie che operano nell’ambito del territorio catanese e che, chiaramente, tendono ad avere una loro diffusione egemone sul resto della Sicilia orientale, con ampi collegamenti nelle varie province,
direi propri assestamenti, collegate, almeno alcune di queste, con Cosa nostra.
Il clan che ha maggiore presenza e prevalenza come clan egemone è la famiglia Santapaola-Ercolano, che si pone al vertice di una struttura che risulta quasi gerarchizzata, nella zona intermedia troviamo le famiglie Cappello e Laudani, nella parte più operativa troviamo le famiglie Pillera e Cursoti.

Gli ultimi anni della gestione criminale del territorio si caratterizza per una sorta di
collaborazione fra le varie organizzazioni criminali, una sorta di «pax mafiosa», che fa sì che non ci siano più, come accadeva una quindicina di anni fa, i cento morti all’anno che si verificavano nelle guerre di mafia tra le varie consorterie, che invece si caratterizza per un profilo basso, tendente più che altro ad approfittare per infiltrarsi nell’economia legale attraverso i forti introiti che provengono dalla droga. Quindi, si inseriscono in varie attività commerciali, dallo smaltimento dei rifiuti al gioco delle scommesse, per arrivare a tutte le attività che possono dar luogo a un investimento legale, inserendosi tuttavia con un aspetto di concorrenzialità nei confronti delle altre attività commerciali.

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