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domenica, Gennaio 23, 2022
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Mugnano. Accusato erroneamente di rapina: rimossa la misura cautelare per un 20enne


È stata disposta ieri grazie al Riesame l’immediata liberazione di Benito Chianese, il  20enne di Mugnano di Napoli erroneamente coinvolto in un’indagine per rapina aggravata e agli arresti domiciliari da circa 15 giorni.

 L’accusa ai danni del giovane trae origine dalla denuncia depositata da una donna ai Carabinieri della stazione di Mugnano la domenica dello scorso 29 aprile, giorno a cui risalirebbero i fatti avvenuti nei pressi della villetta di San Lorenzo, intorno alle ore 12. Stando alla deposizione affidata alle autorità, la malcapitata, scendendo dalla propria autovettura, sarebbe stata accerchiata da due giovani dall’aria sinistra, i quali, minacciandola con un coltello di piccola taglia, le avrebbero sottratto la somma di 15 euro. Il duo criminale – composto, secondo la donna, da ragazzi di un’età compresa tra i 14 e i 15 anni – si sarebbe poi allontanato insieme ad un altro individuo, trattenutosi a pochi metri dall’autovettura durante il fatto. Chiamata il giorno dopo ad effettuare un riconoscimento fotografico, la donna ha attribuito la responsabilità dei fatti a due minorenni della zona e identificato Chianese come complice degli stessi: al 20enne viene dunque applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di rapina aggravata.

Sulla possibilità che il ragazzo sia realmente coinvolto e sul ruolo indefinito di questa terza figura presente al momento della rapina, tuttavia, l’attendibilità della ricostruzione della donna, fino ad allora mostratasi lucida e minuziosa, comincia ad apparire pericolosamente approssimativa: in una prima versione dei fatti affidata alle autorità, e contrariamente a quanto avvenuto per gli altri indagati, la vittima aveva infatti dichiarato di non saper descrivere il ragazzo allontanatosi con il gruppo.

Una contraddizione sollevata anche dal difensore del giovane – l’avvocato Alessandro Caserta –  durante la discussione del provvedimento del riesame di ieri, 15 giugno, al termine del quale è stata disposta la revoca per la misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord e disposta l’immediata liberazione di Chianese.

Pesantissime invece restano le accuse per gli altri due indagati, il cui procedimento pende innanzi al Tribunale dei Minori e ai quali vengono, inoltre, contestati i reati di atti persecutori ai danni di numerose persone della zona.

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