Napoletani bloccati in Perù per emergenza Covid-19, il disperato appello: «Fino a maggio non ce la faremo»

Un gruppo di napoletani è rimasto bloccato in Perù a causa dell’emergenza coronavirus. Giuseppe, Umberto, Vincenzo e Piera sarebbero dovuti tornare il 22 marzo, ma a causa di alcuni problemi riscontrati con l’ambasciata italiana in Perù non sono riusciti più a partire. L’appello è di quelli disperati, perché i voli che potrebbero riportarli in Italia sarebbero fissati dopo il 3 maggio. «Le nostre condizioni economiche non riusciranno a supportarci fino al mese di maggio, abbiamo bisogno di tornare». Il gruppo di napoletani racconta di essere in contatto tutti i giorni con l’ambasciata italiana: «Mandiamo ogni giorno delle mail per ricevere aggiornamenti, ma non riusciamo a trovare una soluzione».

Posti introvabili

«La compagnia aerea che potrebbe riportarli in Italia ci ha spiegato che i voli ripartiranno il 3 maggio. Ma le possibilità economiche per mantenerli non ci sono», ha spiegato una parente di uno dei napoletani bloccati in Perù. Poi continua: «Ci dicono che ci sono voli che potrebbero arrivare a portarli in Europa, a Madrid o a Parigi, ma puntualmente finiscono sempre i posti. In ogni caso sarebbe comunque un problema farli arrivare qui a Napoli».

La richiesta di aiuto

«Chiediamo di organizzare dei voli speciali per il rientro in Italia e di non abbandonarci». Questa è la richiesta dei ragazzi napoletani che vogliono tornare per riabbracciare mogli, figli e parenti.

 

Il precedente articolo di InterNapoli.it

Impossibilitati a rientrare dal Perù per sfuggire al contagio da Coronavirus che sta prendendo piede anche in America Latina. È la vicenda che vede coinvolti una decina di napoletani, che chiedono aiuto al Ministero degli Esteri: «La Farnesina segua anche questo caso, consentendo l’organizzazione di voli per tornare in Italia». Il gruppo di cittadini residenti perlopiù a Napoli e in altre zone della Campania attualmente si trova ancora nella capitale peruviana di Lima e, alla stessa stregua di quanto sta succedendo per altri nostri connazionali in altri Paesi in varie parti del mondo e come raccontato da InterNapoli.it in diverse occasioni, il ritorno a casa assomiglia molto di più ad una chimera con tempi e modalità incerti.

Il racconto dei parenti

Ad esprimere il disagio è Salvatore Palumbo, cognato di G. S., quest’ultimo napoletano residente in provincia di Caserta, insieme a sua moglie P. F. e al loro bambino di 18 mesi che si trovano in Perù dal novembre 2019 dove G. è impegnato per lavoro. «Sebbene fisicamente stiano bene, la preoccupazione di Giuseppe e Piera sale ogni giorno di più soprattutto per il loro bambino al quale vogliono evitare qualsiasi tipo di problema o rischio – dice Salvatore – Il Coronavirus si sta diffondendo anche in Perù e in tutto il Sudamerica e da giorni mio cognato e sua moglie, insieme agli altri connazionali, stanno continuamente chiedendo come fare per tornare a casa».

Giuseppe e Piera avevano in tasca un biglietto di rientro da Lima per il prossimo giugno prenotato con la Iberia. Una delle compagnie che più vola dall’Europa in Sudamerica e che solitamente fa scalo in Spagna da dove poi generalmente si prosegue per l’Italia. Ma ora, con le tratte aeree quasi del tutto bloccate anche da e per i paesi dell’America del Sud, la possibilità di salire su un aereo e tornare a casa sono pressocchè nulla a meno che non s’intervenga a livello governativo (in questo caso il Ministero degli Esteri).

Il rientro da affrettare

«Ovviamente mio cognato e la moglie stanno cercando in tutti i modi di partire il più in fretta possibile. Andare nella loro casa di Recale e mettersi in quarantena proprio come stanno facendo in questo momento in Perù ed evitare di beccarsi il Covid-19». Ma per fare ciò è necessario che proprio una compagnia come l’Iberia, dicono i connazionali bloccati a Lima, organizzi voli speciali per gli italiani sul suolo peruviano.

«Ed è qui che anche noi familiari chiediamo all’Unità di crisi della Farnesina, alla quale ci siamo già più volte rivolti, senza però avere risposte soddisfacenti, di attivarsi per organizzare dei voli. Sappiamo anche che il Consolato italiano in Perù sta seguendo la vicenda ma per ora nulla di fatto. Si è ipotizzata come data di rientro il 6 aprile e non prima, ma speriamo che i tempi si riducano. Io penso soprattutto al bimbo di soli 18 mesi» dice ancora Salvatore che infine ricorda: «Pochi giorni fa è partito un volo dell’Air France facendo rientrare degli Europei. Perché per organizzare un volo di Iberia ci si mette tanto?».