Napoli. Anna muore in rianimazione, “10 ore di attesa per il ricovero, ospedale senza termometri”

“E’ morta per malasanità, in ospedale mancava persino il termometro”. Sono aggueriti i familiari di Anna Rosaria Olmo, 66enne napoletana morta dopo il trasferimento presso il Cardarelli di Napoli. I figli della 66enne hanno richiesto tutta la documentazione medica riguardo la madre per denunciare quello che, secondo loro, sarebbe un caso di malasanità.

“Ospedale senza termometri”

Marco de Chiara, uno dei figli di Anna ha raccontato di aver portato sua mamma al Pronto Soccorso del San Giovanni Bosco verso le 11 del mattino perchè aveva difficoltà ad urinare. “Ho dovuto comprare un termometro in farmacia perchè in ospedale sembravano esserne sprovvisti. Mia madre aveva 40 di febbre”. Secondo i parenti della donna, come riportato dal Mattino, dopo le prime operazioni di assistenza sanitaria e un’ecografia che aveva individuato il blocco delle vie urinarie, sarebbero trascorse troppe ore prima del trasferimento della paziente in un altro ospedale.

La morte di Anna

I medici del Bosco hanno informato i parenti che sarebbe stato necessario ricoverare Anna in un reparto di Urologia per operarla. Ma soltanto ore dopo, alle 21, un’ambulanza ha trasportato la signora al Pronto Soccorso del Cardarelli. I sanitari hanno dovuto, come da protocollo, ripetere tutti gli esami diagnostici e una tac, accertando la presenza di un’infezione e ricoverando la donna in Medicina d’urgenza fino al trasferimento, sabato pomeriggio, nel Reparto di Rianimazione. Proprio nel reparto di Rianimazione Anna è deceduta alle 23.10 di domenica.

“L’ennesimo episodio di malasanità”

“Si tratta dell’ennesimo possibile episodio di malasanità in Campania. Siamo pronti alla formulazione dell’esposto dinanzi alle competenti autorità al fine di far emergere le eventuali responsabilità di tipo penale” – ha spiegato Riccardo Vizzino, avvocato dei familiari di Anna. Il direttore del San Giovanni Bosco, Roberto Rago, ha assicurato che Anna è stata sottoposta a tutte le cure possibili ed è stata trasferita al Cardarelli dopo diversi tentativi, non andati a buon fine, dei sanitari di trovarle un posto in urologia presso gli ospedali dotati del reparto. “I termometri li abbiamo – ha aggiunto Rago – ma bisogna attendere il proprio turno soprattutto quando il pronto soccorso è affolato“.