Dopo gli arresti scattati all’inizio dello scorso anno è arrivata la prima decisione contro i ras del clan Mazzarella imputati per una vasta rete di estorsioni al Porto di Napoli. Il gip Capasso ha inflitto 8 anni e otto mesi di reclusione al boss Salvatore Barile, 9 anni a Gennaro Mazzarella mentre Gaetano Aleck Noviello è stato condannato a 7 anni di carcere. Secondo la Procura i tre dal 2022 avrebbero estorto denaro a due fratelli titolari di un esercizio commerciale e di una ditta di facchinaggio all’interno del porto di Napoli che li hanno denunciati ai carabinieri. Con le accuse di estorsione, in concorso tra loro, aggravata dal metodo camorristico e dalla finalità di agevolazione del clan Mazzarella, i tre furono arrestati a gennaio dell’anno scorso dai militari dell’Arma di Torre del Greco su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Negli anni i tre finiti in carcere avrebbero richiesto con veemenza e con ripetuti atti di violenza fisica alle vittime l’imposizione di una “tangente” da pagare, nella misura di 500 euro mensili oltre ad un’ ulteriore e ingente somma di denaro come corrispettivo per gli anni passati, da versare al clan Mazzarella, al fine di continuare ad esercitare la propria professione nel porto di Napoli. Le indagini hanno altresì accertato che gli estorsori, con le loro condotte violente, nonché avvalendosi della forza intimidatrice del “clan Mazzarella” di appartenenza, erano riusciti ad ottenere il pagamento di alcune quote.
Estorsione al Porto, condannato il nipote del boss Mazzarella
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