Napoli, guariti e dimessi 11 pazienti curati col ‘Tocil’. Il Dott. Ascierto: “Buone speranze”

Sono stati dimessi 11 pazienti guariti dal coronavirus. Erano tutti ricoverati a Napoli nell’ospedale Cotugno, centro di riferimento regionale per le malattie infettive della Campania. I pazienti sono stati tutti trattati con il Tocilizumab, il farmaco anti artrite reumatoide che viene somministrato una sola volta.
Attualmente, in ospedale, sono ricoverati 131 pazienti positivi al coronavirus, di questi 10 sono in attesa dell’esito del tampone, mentre nella terapia intensiva al momento sono
liberi 2 posti letto. Entro la fine di questa settimana, nella palazzina messa a
nuovo, saranno attivati altri 24 posti letto. In totale saranno circa 200 i posti letto destinati ai pazienti affetti da Covid-19. Già la scorsa settimana, erano stati attivati 18 posti
letto tra sub intensiva e reparto ‘ordinario’. Il Cotugno, così, diventa interamente ospedale Covid-19.
Il protocollo avviato da AIFA per gli studi su tocilizumab nel trattamento della polmonite da COVID-19 ci ha dato buone speranze ma adesso dobbiamo avere pazienza e attendere i risultati della sperimentazione. I segnali di un possibile beneficio sono in aumento ma non avremo dati certi prima di qualche settimana. Cauto ottimismo…nel frattempo, noi ci siamo! unitisivince”, afferma il dottor Ascierto.

Coronavirus: Oltre 100mila contagi, mai così tanti guariti in 24 ore, 1590 più di ieri

Sono complessivamente 75.528 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.648. Domenica l’incremento era stato di 3.815, più del doppio. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile. Sono 11.591 i morti, con un aumento rispetto a ieri di 812. Domenica l’aumento era stato di 756. Crescono anche i guariti. Sono 14.620 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.590 in più di ieri. Il numero più altro dall’inizio dell’emergenza. E’ l’incremento più alto dall’inizio dell’emergenza. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 646. “Oggi registriamo 1590 guariti, il dato più alto dall’inizio dell’emergenza coronavirus” in un singolo giorno, che porta il totale dei pazienti che hanno sconfitto l’infezione a 14.620″. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile.

Altri due medici si aggiungono alla lista dei decessi tra i camici bianchi per Covid-19: sono, si apprende dalla Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), Guida Riva, medico di Bergamo, e Valter Tarantini, ginecologo di Forlì. Il totale dei decessi sale quindi a 63. Intanto, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità relativi a ieri, sono 8.358 gli operatori sanitari contagiati, 595 in più rispetto al giorno precedente.

Sono partiti in Italia i test preclinici di cinque vaccini contro il coronavirus. Sono tutti condotti dall’azienda biotech Takis, i risultati sono attesi a metà maggio e la sperimentazione sull’uomo potrebbe partire in autunno. Lo ha detto all’ANSA l’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Aurisicchio. I vaccini si basano su diverse regioni della proteina Spike, la principale arma con cui il virus aggredisce le cellule respiratorie umane.

LA CURVA DEI CONTAGI E IL PICCO – Si va consolidando il ritmo con il quale stanno rallentando in Italia i casi positivi al coronavirus SarsCoV2. Si va quindi verso una sorta di plateau e la fase di discesa potrebbe iniziare nei prossimi giorni. Lo indicano i fisici che curano la pagina Facebook ‘Coronavirus-Dati e analisi scientifiche’, rilevando che “il punto è la velocità con cui la curva scenderà: questo dipenderà dall’efficacia delle misure di contenimento”.  Secondo il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri “In queste ore, in cui viviamo un’altalena di speranza ed estrema lucidità per restare fedeli ai dati epidemiologici la curva dei contagi cresce ma si mostra più lineare, regolare. Questo vuol dire che, con i numeri a disposizione e le elaborazioni di virologi ed epidemiologi, possiamo aspettarci il raggiungimento del picco nel giro di 7-10 giorni e, ragionevolmente, la diminuzione del contagio“. Così Sileri sul blog delle Stelle dove sottolinea la necessità di fare più tamponi. “L’aumento del numero dei tamponi, per usare una parola che tutti conosciamo e che rimarrà nella nostra memoria, rappresenta la direzione giusta da seguire. Lo ribadisco da diversi giorni e la scelta di incrementare il numero dei test è stata portata a regime: i tamponi, o comunque i test diagnostici, per individuare i positivi, vanno condotti su tutte le persone esposte e/o venute a diretto contatto con una persona colpita dal virus” afferma Sileri che mette al primo posto la necessità di fare tamponi al personale sanitario “ad essi devono essere rivolti screening anamnestici da altri medici competenti, per verificare e tracciare che all’inizio e alla fine del turno di lavoro, possano essere insorti dei sintomi aspecifici o specifici”. Poi ci sono le altre categorie di lavoratori da sottoporre a test regolari e ciclici: le forze dell’ordine, i farmacisti, gli addetti nei supermarket; i giornalisti, ovvero tutti coloro che hanno un’esposizione al pubblico frequente e regolare sempre sulla guida di un medico competente.