Noemi Staiano
Noemi Staiano

Un disegno di Noemi diventerà un murales che campeggerà in piazza Nazionale, proprio lì dove il killer la ferì costringendola a lottare contro la morte. Due anni dopo la bambina, che ancora porta un busto (e che lo porterà per molti anni), è diventata un simbolo di speranza e di rinascita per tutti quelli che combattono per una città libera dalla camorra.

Il 3 maggio ci sarebbe dovuta essere la manifestazione, proprio a due anni esatti da quel giorno maledetto in cui la piccola Noemi rischiò la morte. Ma non c’è ancora la conferma dell’evento. A darne comununicazione è la mamma di Noemi.

Le parole della mamma di Noemi

“Siete in tanti che mi scrivete riguardo la manifestazione. Doveva tenersi il 3 maggio ma stiamo aspettando i permessi del Comune di Napoli. Anche per realizzare su richiesta di noi genitori in piazza Nazionale (luogo dell agguato) un piccolo murales dedicato a Noemi coinvolgendo l’intera città a partecipare. Crediamo fortemente nel riscatto di una bambina diventata simbolo nella lotta alla camorra e che sia data la possibilità di riscatto sociale alle vittime e non hai carnefici. Appena ci rilasceranno i permessi spero quanto prima vi aggiorno grazie di esserci sempre contiamo su di voi”. 

“Noemi deve unire tutti dalla stessa parte, quella giusta”, dice la mamma che rivolge a sua figlia parole dolce e commoventi. “A volte mi spiazzi. Le tue domande si fanno sempre più precise, più insistenti, vuoi capire. Sapevo sarebbe arrivato il momento, amore di mamma ti dicevo sempre che avevi preso una brutta caduta. Ma un giorno un bambino ti disse non è vero ti hanno “sparato” . E’ lì capì che tutta la “ sceneggiata” non reggeva più. Oggi mi chiedi perché porti il busto e gli altri bambini no,mi chiedi delle cicatrici sul tuo corpicino, mi chiedi di sapere la tua storia, di sapere la verità quella che fa tanto male al mio cuore.  Mamma ti ama Noemi e non ti lascerà mai sola fino alla fine”.  

La maledizione ai sicari

“Maledico il giorno in cui hai premuto quel grilletto. Maledico il giorno in cui hai incrociato il cammino di mia figlia e in cui che dovrò rivedere le vostre facce. ;aledico il giorno in cui avete devastato l’infanzia di una bambina innocente…. Benedico il giorno in cui finalmente ci sarà la sentenza definitiva e avrò GIUSTIZIA per la mia NOEMI”. 

La storia di Noemi

Noemi è la bambina che il 3 maggio 2019 rimase gravemente ferita da un proiettile vagante in piazza Nazionale a Napoli. Uno dei 17 colpi calibro nove esplosi in un agguato di camorra, sparati ad altezza d’uomo in pieno giorno, tra la gente, vicino a un bar. Il proiettile le trapassò la colonna vertebrale e i polmoni.

I due accusati del ferimento di Noemi, i fratelli Armando ed Antonio Del Core, sono stati condannati in primo grado a 18 e 14 anni al termine di un processo svolto con il rito abbreviato e le conseguenti riduzioni di pena previste dal codice per i riti alternativi. La Procura di Napoli aveva chiesto il massimo della pena, 20 anni. Gli imputati hanno provato a sostenere la loro innocenza e ci riproveranno in appello. “E’ stata una buona sentenza – sostiene il signor Staiano – ci auguriamo che regga nei successivi gradi di giudizio. A caldo dicemmo che dopo quel che era successo avremmo voluto lasciare Napoli. Poi abbiamo cambiato idea: le persone per bene come noi devono rimanere. Sono quelli come loro, quelli che hanno sparato per strada incuranti di una bambina, che devono andare via da qui”.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.