Torna la protesta all’esterno del Comune di Marano. I residenti delle periferie sono tornati in strada per far sentire la propria voce contro il blocco del trasporto collettivo locale. Una catena umana all’esterno della casa comunale solo per essere ascoltati dai commissari alla guida del Municipio dopo lo scioglimento. “Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B”. Questo uno dei tanti messaggi lanciati dai manifestanti. Ieri, nella zona periferica della città sono sbucati una serie di striscioni: “Basta degrado nelle periferie”. 

Il commento di Stefania Fanelli alla protesta 

Alla protesta all’esterno del Comune contro il blocco del trasporto collettivo locale ha partecipato anche Stefania Fanelli. L’ex consigliera sta seguendo da settimane la questione: “Andremo fino in fondo ci sono temi fondamentali che attendono risposte. Da mesi si aspetta una convocazione sul diritto all’abitare, sulle assegnazioni dei beni confiscati destinati ad edilizia popolare sui beni sequestrati completamente devastati in procinto di essere assegnati. Sulla redazione del piano urbanistico comunale è calato il silenzio. Questa città sprofonda nel buio, nel senso letterale del termine ogni giorno di più. Si trovino soluzioni immediate. Il trasporto collettivo è un servizio essenziale. Non si scarichi sulla pelle delle persone e delle loro condizioni di vita quotidiana il peso del dissesto. Comune e Regione, se ci siete battete un colpo”.

La precedente protesta contro il blocco dei trasporti

Lo scorso 20 settembre ci fu un’altra protesta all’esterno del Municipio di Marano questa mattina. I residenti e gli attivisti si sono trovati per manifestare contro il blocco del trasporto pubblico previsto ad ottobre. Furono affissi dei cartelli all’esterno del Comune mentre altri erano appesi al collo dei manifestanti. “Non ci lasciate a piedi, rinnovate il servizio”. “Giù le mani dal trasporto nelle periferie. I cittadini non possono pagare il prezzo del dissesto. Basta tagli ai servizi essenziali”. “Le periferie di Marano sono in ginocchio. Basta tagli ai servizi essenziali”. I cittadini chiedevano anche allora di essere ascoltati dai commissari che guidano il Comune.

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